Tra pochi giorni uscirà per Pride & Joy il secondo capitolo di The Symphony Of The Wadering Jew. Questa volta si ha a che fare con un’opera metal sinfonica frutto della genialità di Ivan Jacquin nelle vesti eclettiche di autore compositore cantante nonché tastierista. Ottimisti? Perchè no! Infatti… Vedendo il successo e l’interesse per la Parte I nel 2014, alcuni ospiti, cantanti e musicisti da tutto il mondo e ben noti nell’universo rock, progressive e metal hanno accettato di far parte del secondo disco di questa incredibile trilogia. Questo include gli enormi talenti di Leo Margarit (Pain of Salvation, Epysode) alla batteria, Mike Lepond (Symphony X, Silent Assassins) al basso, i vocalist Zak Stevens (Circle II Circle, Savatage, TSO), Andy Kuntz (Vanden Plas) e Tom S. Englund (Evergrey), così come Amanda Lehmann (Steve Hackett Band) alla voce e alle chitarre soliste. Io vi posso dire che La storia di questo secondo album ci porterà fino all’alba della rivoluzione industriale, passando per le terre dei Vichinghi, Cristoforo Colombo e il suo errore storico, Francois I e il suo sogno di alchimia, le profezie di Nostradamus, l’enigma di Shakespeare, Mozart e la sua arte geniale , e finirà con diverse rivoluzioni, nel 1789 in Francia e all’inizio del XIX secolo per l’industria emergente e le invenzioni meccaniche.
Non volete credermi? Stile a parte un ulteriore motivo per ascolto che vi farà sognare.
Voto: 8,5/10
Bob Preda















