Ed ecco i mitici Fates Warning, che ancora al 13mo album ci presentano un sound Prog Metal ricco di energia ma anche di inventiva e senso del drammatico. L’album “Long Day Good Night” appare piuttosto prolisso. E merita più d’un ascolto, per la sua natura complessa. Ma è anche vero che l’inventiva della band ha bisogno di “dilatare gli spazi” per potersi esprimere al meglio. In brani come l’opener “The Destination Onward”, “The Way Home” e “Alone We Walk” possiamo accorgerci della presenza, armoniosamente orchestrata, di elementi contrastanti. L’energia del Metal in questi frangenti rappresenta solamente una parte della dimensione musicale dei brani, laddove ciò che si cerca di costruire è un immaginario narrativo alquanto carico di suspence narrativa. Vediamo quindi alternarsi lunghe parti introduttive cariche di melonconia o di suspence in crescendo fino all’esplosione “metallica” che rappresenta il cuore del brano. La mini-suite che si trova verso la fine “The Longest Shadow Of The Day” esemplifica e raccoglie in quasi 12 minuti gli elementi fortemente drammatici sopra descritti. Non mancano brani puramente “metallici” con la loro energia temperata dalla consueta ottima tecnica dei musicisti, è il caso di “Shattered World” o di “Scars”, mentre altrove si sente una ricerca più propensa all’orecchiabilità di brani maggiormente “commerciali” come la ballad “Under The Sun”. In linea di massima, insomma, possiamo affermare senza ombra di dubbio che lo spettro sonoro tipico dei Fates Warning viene ben rappresentato dai 12 brani di “Long Day Good Night”, senza lesinare mai la melodia ricercata, che in linea di massima prevale in seno a questo lavoro sulla potenza metallica (pur presente). Sicuramente il pubblico dei Prog Metal maniacs avrà imparato a conoscere i Fates Warning e ad apprezzarli in virtù del loro sound cangiante. Ebbene, il loro tredicesimo album si dimostra essere consuetamente maturo, moderno ma all’altezza delle aspettative.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















