I francesi Fairyland, con il loro Power Metal sinfonico, ricco di orchestrazioni, cori classici ed influenze Prog e Folk, sono giunti al quarto album. La loro particolarità è che ogni album è un concept incentrato sulle epopee di un mondo Fantasy chiamato Osyrhianta. Che è anche il titolo dell’album in questione, sorta di prequel sulla genesi dello stesso mondo fantasy di cui stiamo parlando. I nostri a partire da quest’album hanno nelle loro file come cantante l’italianissimo Francesco Cavalieri, anche noto per la sua militanza nei nostri Wind Rose (che abbiamo già trattato in precedenza sulle pagine di GiornaleMetal.it). Nonché ospiti di riguardo come la singer Elisa C Martin, che duetta con Francesco sulla bella “Eleandra”, e la violinista/flautista Camille “Cydorrh” Dominique (attiva negli Adaryn). Cosa dire della sostanza musicale? E’ vero che il Power è ormai caduto nella ripetitività, ma i nostri decidono di puntare maggiormente sulle influenze sinfoniche e Prog, trasformando ogni composizione in un super-madrigale pieno zeppo di orchestrazioni, trame drammatiche ed epiche e lead vocals che dialogano continuamente con il coro classico, cristallino sullo sfondo di tutto assieme alle orchestrazioni. In tutto questo contesto, di sicuro il prodotto discografico in questione si rivela molto variegato e ben curato in fase di arrangiamento e composizione. Difatti, non sono rare le disquisizioni musicali costituite da sole orchestrazioni (“Mount Mirenor”) o madrigaloni neoclassici con voci angeliche e flauti come la bella, finale “The Age Of Light”. Chissà, forse una produzione un po’ meno standardizzatamente Power avrebbe donato all’album una dimensione musicale più personale. Purtuttavia, perlomeno nel suo insieme l’album si rivela più che apprezzabile. A chiunque si sia stancato di dischi Power tutti uguali posso suggerire comunque, per approcciarsi all’album in questione, di staccare la spina, di non pensare a “Osyrhianta” come l’ennesimo album Power Metal, ma di immaginarlo come qualcosa di spaventosamente maestoso, progressivo e sinfonico e, leggendo anche i testi, di godersi le epopee che costituiscono la storia del pianeta Osyrhianta, come una perfetta Terra di Fiabe, che i nostri vogliono simboleggiare sin dal nome della propria band.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















