Quando i Drakkar si sono formati, 25 anni fa, la scena Metal Italiana non godeva ancora di una visibilità all’estero come è oggi. Sarebbe bastato qualche anno affinché il metallo italico divenisse un punto di riferimento per gli amanti di certi sottogeneri come il Power, il Symphonic ma anche il Prog. Tutto quello che è successo dopo è Storia.
Tra le prime band ad affacciarsi in quel contesto magico della seconda ondata dell’ “Italian Way Of Heavy Metal” ci furono appunto i Drakkar. Il combo lombardo è arrivata al traguardo della sesta prova discografica con il nuovissimo “Chaos Lord”, prodotto dalla Punishment 18 Records e uscito lo scorso 26 marzo.
Le trame sonore di “Chaos Lord” sono connotate di un approccio che non si discosta molto da quanto la band aveva già proposto nel precedente “Run With The Wolf”: un Heavy Metal epico e massiccio che strizza l’occhio ai Running Wild/Rage piuttosto che alla certa scena americana degli anni ’80/’90.
Il granitico Heavy che va a connotare il tessuto sonoro di pezzi come “Lord Of A Dying Race”, “Chaos Lord” o “And He Will Rise Again”, è permeato di quell’epicità che i nostri hanno arricchito con soluzioni che vedono l’uso molto equilibrato delle sezioni più ” sinfoniche” (e un lavoro ottimo della parte ritmica (Gritti/Ferru) e delle chitarre (il duo Beretta/Rusconi, insieme anche nei Crimson Dawn). La voce ruvida ed epica di Davide Dell’Orto si inserisce perfettamente nel contesto. Il risultato è che ci troviamo di fronte ad un lavoro che rende omaggio all’Heavy Power classico e lo fa ricalcando alla perfezione quelle sonorità.Un inno alla tradizione e al Metallo più puro e incontaminato da parte di una band ormai storica della nostra scena che merita di essere conosciuta.
Voto: 9/10
Sonia Giomarelli















