Con Unexpected Intersections, Corrado Sardella e i suoi prestigiosi collaboratori firmano un ritorno in grande stile sotto il nome di Doracor, una delle formazioni più affascinanti del panorama italiano del rock progressivo. Pubblicato da AMS Records, questo lavoro si impone come un’opera ambiziosa e stratificata, capace di coniugare sensibilità sinfonica, atmosfere sognanti e raffinata scrittura strumentale.
Fin dalle prime note di “Journey”, si percepisce l’ampiezza dell’orizzonte sonoro: tastiere sontuose, chitarre evocative e una sezione ritmica precisa e pulsante aprono la strada a un viaggio musicale ricco di emozione e introspezione. La sequenza “Remnants of Memories”, “After Waking” e “Il coraggio di essere” mostra con chiarezza l’abilità del gruppo nel fondere il lirismo tipico del prog italiano con sonorità più moderne e internazionali, senza mai perdere in coerenza stilistica.
Particolarmente toccante è “That Silent Tear”, preceduta da un’intro delicata e struggente, che sfocia poi in una composizione emozionalmente intensa e magistralmente arrangiata. Brani come “Quel folle volo”, “Simply You” e “Stella d’Agosto” brillano per equilibrio tra melodia e complessità strutturale, dimostrando quanto Doracor riesca a rinnovarsi pur restando fedele alla propria identità.
La suite finale — che include “Esegesi di una fiaba inenarrata”, l’eponima “Unexpected Intersections” e “Di quei giorni infiniti” — è un piccolo capolavoro nel capolavoro: un crescendo emozionale che racchiude l’essenza dell’album, tra introspezione e apertura all’universo sonoro.
Ogni brano contribuisce a creare un mosaico sonoro coerente e variegato, dove la tecnica mai fine a sé stessa lascia spazio alla narrazione musicale. La produzione è impeccabile, e l’interplay tra i musicisti — tutti di alto livello — arricchisce ulteriormente il risultato finale.
Unexpected Intersections è un album maturo, poetico e profondamente umano. Un ascolto che conquista sin dal primo passaggio e che regala nuove sfumature a ogni successiva immersione. Per gli amanti del prog sinfonico, e non solo, un’opera imperdibile.
Voto: 7/10
Daniele Blandino















