Dopo oltre due decenni di musica, tournée internazionali e capitoli fondamentali della scena power metal italiana, si chiude un’epoca per i Vision Divine. Con un messaggio carico di emozione, il chitarrista Federico Puleri ha annunciato di essere sceso dal palco con la band per l’ultima volta, mettendo fine a un percorso artistico durato più di 24 anni.
“Ci sono capitoli che non si immaginano finire mai e scenari che sembrano impossibili anche solo da valutare”, ha scritto Puleri, lasciando trasparire tutta la difficoltà di una scelta maturata nel tempo. Parole che raccontano non solo una separazione professionale, ma la chiusura di una fase di vita intensa e totalizzante.
Il viaggio con i Vision Divine ha portato Federico Puleri su palchi in Italia e all’estero, contribuendo a consolidare il ruolo della band tra le realtà più solide del metal melodico europeo. Un percorso segnato da album, tour e collaborazioni che hanno rafforzato l’identità del gruppo e il legame con un pubblico fedele.
“È stato un viaggio lunghissimo, che mi ha portato su palchi che non avrei mai immaginato e che ha lasciato tracce indelebili nella mia vita, sotto profili sia artistici che umani”, ha sottolineato. Un bilancio che guarda oltre la musica, abbracciando l’aspetto umano e la condivisione di esperienze, sacrifici e traguardi.
Nel suo saluto finale, Federico Puleri ha voluto ringraziare i compagni di band per il valore artistico e personale dimostrato in questi anni: “Ho avuto la fortuna di condividere il palco e molti momenti con musicisti dal grande valore artistico. Sarò per sempre grato ai VD di questo lungo viaggio”.
Non sono stati forniti dettagli sui motivi dell’addio né sui progetti futuri del chitarrista o della band. Resta però la consapevolezza di aver attraversato insieme un capitolo significativo della storia del metal italiano, destinato a lasciare un segno profondo tanto nei protagonisti quanto nei fan.
“Un saluto a tutti”, conclude semplicemente Federico Puleri. Poche parole, che racchiudono la fine di un’era e l’inizio, forse, di una nuova pagina ancora tutta da scrivere.















