Gli emiliani Discordance si presentano a noi con un nuovo lavoro, per la Buil2Kill Records, dagli esordi del 2007, anno di nascita, ad oggi abbiamo avuto poche opportunità di avere del loro materiale. Perché dopo il primo EP, sono passati dieci anni per avere il loro primo album, che per altro dava una differente connotazione della band, da un death con pesanti influenze grindcore ad un album completo e più tecnico e meno istintuale; seppur sempre con una fortissima dose di rabbia e di aggressività. Questo nuovo lavoro uscito a quattro anni di distanza dal primo album ci propone una decina di brani per poco più di una mezzora di esplosioni e di badilate in faccia.
Il lavoro fatto in questo album ripercorre nuovamente una dinamica a cavallo tra il brutal e il technical death, con la deriva più verso il secondo genere, con quindi una cura interessante per gli strumenti. Dunque troviamo, nuovamente, che è possibile proporre della brutalità senza perdere in qualità; tutti gli strumenti sono percepibili in modo ottimale, persino il basso che normalmente nel metal estremo si perde tra le basse della chitarra e le “alte” della batteria.
La cosa particolare è trovare in mezzo a delle urla lancinanti, principalmente in inglese, frasi in italiano, oltre ad alcuni testi completamente in italiano.
A livello puramente compositivo troviamo dei componimenti ben strutturati, anche se non vi sono delle particolari innovazioni; ma non sempre bisogna fare innovazione; si può trovare la possibilità di fare quello che piace anche se si ripercorre una strada già battuta da altri, basta capire quale scelta si vuole fare.
Le scelte da mixer, come già accennato, permettono di ascoltare tutto senza perderci per la “strada” nulla di importante, quindi possiamo dire con tranquillità che il livello è molto alto e la cura è altrettanto alta.
“La tua memoria”, “Schema”, “Vertex of a figure impossible” e “Foolishness” sono le tracce che mi hanno colpito parecchio sia per la parte tecnica che per quella emotiva. vale la pena ascoltarlo e farsi un proprio listato delle proprie tracce preferite.
In conclusione abbiamo un buon lavoro, curato, ben strutturato che però… arriva con troppa distanza dal primo lavoro, che a sua volta è arrivato dopo dieci anni di silenzio, è in questo momento storico una mossa estremamente deleteria per la band, perché aspettare quattro anni per un album, a meno di essere delle divinità del genere, rischia di far finire nel dimenticatoio la band. Speriamo quindi che possano proporci del nuovo materiale a breve e della stessa qualità.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















