C’era una certa attesa per il quarto disco dei DeVicious, dopo il successo del precedente “Phase three”. Le aspettative per “Black Heart” non sono andate assolutamente deluse, perché le dieci tracks ( più due bonus che non sono presenti nel press kit della casa discografica) sono tutte di buon livello, con alcune punte importanti.
Il genere proposto da questa band tedesca ma che presenta, come i Burning Point finlandesi, un cantante italiano, è un glam 2.0 nel senso che ai classici stilemi di questa musica che da sempre propone un rock’n’roll intrigante, intriso di melodia e divertimento, si aggiunge una componente elettronica mai predominante ma che , a mio avviso, arricchisce i brani senza sminuirne la loro carica rock.
Molto buona poi la prestazione di Antonio Calanna, cantante milanese che lavora sui toni acuti in un modo che si integra perfettamente con la musica dei DeVicious. Ne escono brani molto coinvolgenti, con ritornelli che ti restano nella testa come la iniziale “Afterlife” oppure “After Midnight” (curiosa la doppia presenza della parola after). Qui i cori sono devastanti, ma l’aspetto più curioso e singolare risulta, a mio avviso, la titletrack “Black heart” dove un coro abbastanza scontato (nanana, sentito milioni di volte) si fonde con un controcoro del cantante che rende il brano davvero brillantissimo.
La produzione è a cura del leader della band, il bassista Alex Frei, e risulta molto valida, ma anche gli altri musicisti sono di prim’ordine: le tastiere di Denis Kunz , la chitarra di Radivoj Petrovic, che si produce in assoli sempre ottimi e funzionali ai brani, insieme alla batteria di Lars Nippa denotano un combo ben affiatato e che si diverte a suonare insieme.
Il basso tipo funky di “Welcome the night” e i riff di “Miles Away” e “Fallin” confermano il giudizio molto positivo su un disco da tenere in considerazione in un genere che sembra non esprimere da tempo particolari novità a livello mondiale.
DeVicious dimostrano poi grande coinvolgimento nel progetto, dando vita anche a un libro di fumetti “Dollhouse Dv” che è la narrazione di una storia molto legata alle sorti del gruppo e che, pare, stia portando altri consensi a una band che sta per partire in una tournèe molto ricca di date, che sicuramente rende merito ai loro sforzi.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















