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Destruction, Schmier: “Tieni duro Italia, ti vogliamo bene!”

Destruction, Schmier: “Tieni duro Italia, ti vogliamo bene!”

"Al momento è tutto fermo. Ma siamo speranzosi che già a novembre si tornerà a suonare. Molte date internazionali sono state cancellate, festival compresi... ma confidiamo nel prossimo anno"

Nel difficile periodo del lockdown da coronavirus, nonostante il brusco arresto delle attività concertistiche e dei festival, c’é ancora qualcuno che non molla e che attende con fiducia i tempi migliori. Meglio se questo qualcuno è un personaggio storico della scena Metal internazionale come il bassista/cantante dei Destruction, il grande Schmier. Lo abbiamo raggiunto per un’intervista, anche per parlare un po’ del nuovo live-album “Born To Thrash” in uscita il 17 luglio (ma già disponibile dall’8 maggio in streaming digitale). E le sue dichiarazioni confermano, se mai ce ne fosse bisogno, l’indiscussa statura artistica di un personaggio come lui. Compresi gli incoraggiamenti all’Italia con cui egli si accomiata. A voi l’intervista.

Buonasera Schmier, un benvenuto a te sulle pagine telematiche di giornalemetal.it

Schmier: Grazie a voi!

So che sei stato in giro per portare in tour il vostro ultimo album “Born To Perish”. Com’è la situazione del Thrash Alliance Tour 2020? Siete stati costretti a cancellare o posticipare delle date a causa di questo dannato lockdown? Siete riusciti a completare almeno la prima parte del tour?

Schmier: Sì, la prima parte l’abbiamo conclusa in gennaio. A partire da febbraio poi, a causa dell’esplosione del corona, non siamo più riusciti a fare le ulteriori date programmate, tra le quali quella italiana di Milano. Dette date, compresa quella di Milano, dovrebbero essere posticipate a novembre, e siamo speranzosi che si torni a suonare appunto a partire da novembre. Al momento è tutto fermo, le date estive sono state cancellate, compresi i festival, soprattutto i grandi festivals. Avevamo programmate molte date internazionali, ad esempio in Asia, Giappone, Australia, Nord e Sud America… per quelle dovremmo farcela per il prossimo anno. Tutto quello che dobbiamo fare è avere pazienza. D’altra parte vedo che la situazione sta gradualmente migliorando, e sono speranzoso che poco alla volta tutto tornerà come prima. Sembrerebbe che le date di novembre e di dicembre non siano in pericolo d’annullamento…

Il live-album “Born To Thrash” celebra il tour del vostro sedicesimo album, ed è stato registrato alla data del Party San Festival 2019, a Schlotheim. Com’è allo stato attuale la realtà dei vari festival in Europa Centrale e in Europa Orientale? Riescono ancora oggi ad essere una realtà vitale per la scena Metal, nonostante l’era digitale?

Schmier: Penso che i festival abbiano ancora un gran successo. Penso agli ultimi anni, che detti festivals sono diventati immensi. Di solito spingiamo con i festival perché sono ormai una piacevole consuetudine per molti fans. Per loro andare ad un festival equivale ad un incontro con una grande famiglia allargata. Quest’anno senza festival sarà molto difficile per tutti. Perché i festival servono ad evadere, provare qualcosa di diverso per distrarre la mente e rilassarsi. Solitamente la maggior parte dei festivals sono tutti concentrati in estate, ogni weekend ce n’é uno. Credo che quest’anno sia difficile prevedere come andrà, senza festival. Spero nel prossimo anno, quando i festival torneranno e potremo di nuovo “uscir pazzi”.

In “Born To Perish” ho notato una grande esperienza musicale, miscelata con un’energia annichilente. Sembra quasi che, con tutto il dovuto rispetto, l’attuale line-up dei Destruction sia la migliore in assoluto, almeno per i tempi attuali. Sei d’accordo?

Schmier: Oh yeah! Anche secondo molti fans, oggi siamo stronger than ever con questa formazione! Si può esser sicuri che abbiamo ingaggiato due ragazzi che si sono calati perfettamente nello spirito dei Destruction. (parla ovviamente degli ultimi due acquisti, il chitarrista svizzero Damir Eskić, allievo di Tommy Vetterli dei Coroner, e del batterista Randy Black, con un passato, tra le altre cose, negli Annihilator e nei Primal Fear, Ndr) Musicisti fantastici e soprattutto grandi persone. A livello musicale è tutto perfetto sia a livello esecutivo che di songwriting, spero che continueremo così per molto tempo. Abbiamo un’ottima alchimia nella band, e credo che questo sia molto importante. Io spero che potremo guadagnare altri fans con questa line-up, che è davvero quella definitiva. Caratterizzata tra l’altro da doppia chitarra, e questo rappresenta un grande miglioramento, soprattutto dal vivo.

“Born To Perish” è TUTTO fuorché un brutto album. 100% Destruction. Dopo 37 anni di attività musicale, puoi dirci se c’è qualche segreto che vi mantiene così… meravigliosamente arrabbiati e feroci?

Schmier: Yeah. Penso che sia tutto per la “passione” (lo dice in italiano, Ndr) che ancora ci guida oggi. Ci piace molto quello che facciamo, la musica per noi è uno stile di vita, capisci. Quando fai tutto questo da così tanto tempo, è solo perché ciò che fai ti piace davvero. Tutto ciò che fai allora è guidato da questa passione. Per noi è un lavoro, ma anche qualcosa che ci diverte. Ci piace ancora oggi l’esperienza dal vivo, cosa che a molti non piace più tanto, anzi stanca. Ma a noi piace ancora oggi salire su un palco, credo sia l’essenza di un musicista. Andare in studio a incidere un album è anche grandioso, ma suonare dal vivo credo si possa considerare un traguardo finale, il momento migliore della vita. Ancora oggi è così per me.

Voi Destruction siete prime-movers della scena Thrash europea. Voi assieme a Kreator e Sodom rappresentate quasi una “Sacra Trimurti” per tutti gli amanti del genere. Ed eccovi qui, tutti e tre, ancora oggi a realizzare dischi energici e potenti. È corretto affermare che l’eccellente stato di vita attuale del Thrash Metal passi anche per lo stato di vitalità di gruppi storici come i Destruction? Pensi che ci siano band oggi in grado di raccogliere il testimone?

Schmier: E’ una cosa di cui sono molto fiero. Fin dai primi anni 2000 la scena è cresciuta, di bands valide ce ne sono davvero tante, e ricordano i nostri tempi migliori degli anni ’80. Come i Suicide Angels dalla Grecia che ci stanno supportando in questo tour. Sicuramente ci sarà un ricambio, visto che molte bands storiche della prima ora stanno per ritirarsi, penso agli Slayer… anche per le bands tedesche (Sodom, Kreator, Destruction…) verrà il momento. Magari non è prossimo, ma prima o poi accadrà. Ed è bello vedere queste nuove ottime bands che tengono vivo lo spirito del Thrash Metal. Perché ricordo che alla fine degli anni ’90 il Thrash era morto. Dovunque c’era solo Black Metal, Melodic Death… roba che non mi attirava granchè. Per il Thrash Metal tutto si rimise in moto agli inizi del nuovo millennio, e ne sono davvero contento. Bands che possono raccogliere il testimone ce ne sono tante.

Schmier, di recente hai anche prodotto il terzo album delle Burning Witches. Come sei entrato in contatto con loro e cosa ti ha colpito di questo quintetto Metal “all-female”?

Schmier: Sono stato coinvolto fin dagli inizi. Romana, la chitarrista fondatrice, suonava in un’altra band. Stando nello stesso ambiente, diventammo amici. Una volta venne da me e mi disse “Schmier ho un grande sogno: voglio creare una Heavy Metal band tutta al femminile, perché è diverso che suonare in una band di uomini. Una band all-female darebbe un’alchimia differente”. Gli dissi “OK, buona idea. Prova a cercare altre ragazze e quando avrai trovato una band completa ti darò una mano”. Una volta arrangiata la prima line-up, trovammo il nome per la band. Poi le ho aiutate per la produzione del primo demo e del primo album, e ho fatto anche un po’ da manager per loro. Cercando di aiutarle sulle faccende contrattuali, indirizzandole verso le giuste decisioni, le giuste persone… perché il music business non è cosa facile, e tantomeno quando si tratta di ragazze. E’ dominato dagli uomini, capisci? Di questa band mi affascina l’energia che sono in grado di comunicare, mi ricordano i miei inizi. Per me come uomo non c’é miglior combinazione dell’Heavy Metal al femminile. E’ grandiosa come cosa, ma non ci sono abbastanza ragazze in giro che lo fanno. Perciò spero che le Burning Witches continuino a suonare per molti anni. Hanno già una crescente fan-base che le ama, e spero per loro che riescano ad arrivare ancora più in alto.

Nel 2008 hai anche partecipato al fenomenale progetto BASSINVADERS, riservato ai bassisti Metal, con i tuoi colleghi connazionali Markus Grosskopf e Peavy Wagner. Ci sono possibilità di un altro album in futuro?

Schmier: (…e qui la sua voce si infervora d’entusiasmo, Ndr) Yeah sicuramente! Ricordo quando Marcus venne da me a propormi il progetto e io pensai “Oh my god! E’ qualcosa di assurdo”. Markus è un grandissimo musicista, ed è stato un vero onore per me contribuire a questo progetto. Credo che il disco abbia avuto un enorme successo in Giappone, dove è piaciuto a moltissime persone. Forse un po’ meno a livello mondiale perché… non vi è traccia di chitarre (risate generali) e quindi i chitarristi avranno pensato ascoltandolo “nooo nooo non mi piace” (risate generali). Anyway, per me è stata un’esperienza davvero grandiosa, e se Markus mi richiamasse per un secondo album io lascerei tutto ed andrei subito a dare il mio contributo! Si parlava con lui di un secondo album, ma la sua realizzazione sarà sicuramente posticipata, perché non è facile trovare una casa discografica per un progetto di questo genere. Ma sicuramente un giorno, se Markus proseguirà il progetto, io non mancherò assolutamente di partecipare!

OK, l’intervista volge al termine. A questo punto penso davvero che berrò una birra alla tua salute. Mi piacerebbe che inviassi un grande saluto ai tuoi fans italiani.

Schmier: Yeah, stiamo cercando di tornare a suonare in Italia il prima possibile, spero a novembre. So che questo è un periodo difficile. Per tutto il mondo, e soprattutto per voi italiani. Ma sono speranzoso che le cose cambieranno presto… la situazione sta già migliorando pian piano in Europa. Perciò, incrociamo tutti le dita, speriamo di stare presto da voi a suonare, festeggiare con i nostri amici e… STAY STRONG ITALY. WE LOVE YOU ALL AND HOPEFULLY SEE YOU SOON AGAIN!

Ringrazio di cuore Schmier per le sue parole, e spero che i Destruction ce la facciano quanto prima a venire a suonare nel nostro paese.

Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli

Tags: destructionintervisteteutonic metalthrashthrash metal
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