Per gli amanti del death metal potente e tecnico ecco che spuntano i Descent into maesltorm con “Dei consentes”, quarto disco per il combo emiliano che dimostra in modo ottimale, che i semi piantati dai fondatori del genere trovano una buonissima risoluzione e terreno fertile nelle loro composizioni.
Nota non da poco la capacità della band di non risultare “banale” e “intricata in loro stessi”.
Ascoltando i brani, si ha l’impressione di percepire due tracce che suonano contemporaneamente: una potente ed estrema e un’altra più tecnica. Questo effetto sonoro è il risultato delle combinazioni di brutalità e tecnica della band. Abbiamo quindi un riffing che segue la brutalità della batteria, che viene comunque spezzato da dei soli e delle “peripezie” compositive di livello a dimostrazione che la band non butta tutto in “caciara”; inoltre ha una capacità non comune nel comporre, suonare e post produrre il loro lavoro.
Aggiungiamoci che certamente il lavoro di post produzione è di livello, che rende in modo più corposo il lavoro proposto sul pentagramma dando una dinamica uditiva ottima per chitarre e per batteria; il growl assolutamente cavernoso e violento colpisce in modo inequivocabile. Il basso non sempre percepibile in modo ottimale, ma questo è un problema piuttosto comune nel metal estremo.
Diciamo, e sapete voi che ci leggete da tempo, che fatico a fare delle comparazioni, ma in questo caso delle dinamiche tipiche di: Cynic, Pestilence e dei primissimi Behemoth si sentono; aggiungiamoci che poi la band ci mette il suo che è parecchio e non solo una mera banalità di comporre come facevano altri.
Curioso il fatto che le dodici tracce sono con titoli in latino, il che permette una certa “agibilità” che il titolo in inglese non permetterebbe (traducete alcuni titoli delle canzoni e poi capirete cosa intendo). In ogni caso “Infecundus”, “Mater”, “Deus sol invictus”, Abyssus devorat terram”, “Silentium” e “Defloratio Gratiae” sono le dimostrazione di ciò che ho scritto fino ad ora.
In definitiva, “Dei Consentis” è un album rivolto agli amanti dei generi estremi e nello specifico al brutal death. Come se non bastasse questa release rafforza, oltremodo, la reputazione dei Descent into maelstrom e dimostra che anche in Italia abbiamo ottimi musicisti tanto brutali quanto tecnici.
E’ un capolavoro? No, ma neppure un album che potrà passare inosservato; ve lo consiglio vivamente.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















