Nick Di Salvo, leader degli Elder, si presenta a noi con questo che è il suo primo lavoro solista dal nome “Delving” e con un album di sole sette tracce ma per un totale di quasi un’ora di musica strumentale molto particolare.
Siamo di fronte a quello che potremmo definire con molta tranquillità un album di prog rock anni settanta; “solo” riportato ai giorni nostri per quelle che sono le scelte di post produzione.
Premessa importante: questo lavoro oltre che strumentale è per quasi la totalità suonato da Nick Di Salvo quindi chitarra, basso, batteria, pianoforte, mellotron e synth sono suonati da lui.
Va comunque fatto presente che, da note di accompagnamento dell’album, Mike Risberg (membro degli Elder) ha dato una mano con le chitarre in tre tracce e nello specifico nella terza, quinta e settima traccia. L’album uscito lo scorso giugno è in formato cd, doppio vinile ed ovviamente in digitale.
“Hirschbrunnen”, ecco il nome dell’album, è un lavoro che si fa ascoltare in modo assolutamente fluido e senza momenti di perdita dell’attenzione ed allo stesso tempo senza doverti per forza bloccare per ascoltare ciò che esce dalle casse.
Viene spontaneo persino in alcune parti leggermente “ostinate” ed “ipnotiche” non opporsi alla malia che le note propongono. Inoltre il fatto che praticamente sono assenti le distorsioni permettono il fluire di pensieri e di eventuali immagini che le note favoriscono nella testa di chi ascolta.
Assolutamente predominante l’ispirazione verso certa psichedelia e certi modus operandi prog degli anni 70 dello scorso secolo. Ribadisco seppur comunque con una visione d’insieme molto pragmatica e spinta verso una serie di scelte da banco mixer assolutamente odierne.
Le composizioni non risentono minimamente della mancanza della voce e se vogliamo difficilmente avrebbe trovato spazio in questi componimenti. Tutta la sezione di pianoforti, synth e mellotron assolutamente necessaria; una base ritmica interessante e coadiuvata da un basso molto corposo e ben calibrato; le chitarre, sembra quasi superfluo dirlo, ottime in tutto il lavoro.
Ultima nota interessante, sempre dalle informazioni di accompagnamento, lo stesso Di Salvo ammette che il lavoro più complesso per lui è stato quello di trovare i vari collegamenti e le varie connessioni tra i vari pezzi che negli anni aveva composto e lasciato li a sedimentare; ha ammesso candidamente che senza la pandemia forse questo lavoro non avrebbe avuto mai la possibilità di “vedere la luce”.
Personalmente ho trovato, in ordine sparso, “Vast”, “Ultramarine”, la stessa “Hirshbrunnern” e “Delving” tracce molto interessanti e piene di energia emotiva. Come accennato precedentemente anche gli altri brani hanno un loro “perché” e si inseriscono in modo ineccepibile all’interno di questo quadro dipinto con le note da Di Salvo.
Vi consiglio fortemente di ascoltarlo e di valutare in autonomia le tracce migliori per voi.
Album molto valido che risulta ispirato e con una fruizione più che abbordabile sia da chi è appassionato di musica strumentale che di quella “semplicemente” composta in modo ottimale. Vi consiglio vivamente di dargli un ascolto, oltre cinquanta minuti di ottima musica suonata bene e composta meglio. Di certo un pezzo in più per la discografia di un artista particolarmente bravo.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















