Dawn ahead, band teutonica,che esce con il proprio esordio dal titolo “Fallen Anthems” tramite la label spagnola Art gates Records. Va detto però che prima di questi due album la band ha fatto uscire 2 EP prima ed un cambio di lineup ha, probabilmente, rallentato leggermente le uscite. Certo che 9 anni per far uscire un album e due EP è un pochino tanto per gli attuali standard discografici, ma evidentemente la band di ciò se ne infischia, preferisce avere i propri tempi per poter fare ciò che è meglio.
La radice thrash è palese, alla quale si aggiunge inesorabile una dose di death/thrash tipica degli anni ’80 e ’90 tedesca.
Strutture compositive rodate e conosciute, metodologie di arrangiamento e di registrazione rodate e ben conosciute. Batteria schiacciasassi, chitarre che alternano momenti granitici a rasoiate affilatissime; un basso che non è direttamente percepibile, ma nei momenti in cui si fa vivo in modo ottimale fa il suo buon lavoro di connessione tra batteria e chitarre. La voce, interessante combina i momenti in growl a quelli puliti ma comunque rabbioso. In combinata tra Anthrax, S.O.D., Suicidel Tendencies e Sodom per darvi il senso più ampio di quello che vi troverete davanti.
Seppur il loro metodo di proporre sonorità aggressive è datato, il fascino che scaturisce dalle casse è interessante.E’ovviamente un lavoro per chi è appassionato a quelle sonorità ed a quel periodo storico musicale, se cercate la novità e il “mai sentito prima” direi che questo non è album che fa per voi. Inoltre in qualche modo riescono pure mantenendo un approccio old school, una sonorità abbastanza modernizzata; sicuramente risultato di un lavoro professionale in studio.
Delle undici tracce quella che ho capito meno di tutte resta l’opener, che a mio avviso è poco più di un intro ma che viene comunque considerata in tutto e per tutto una traccia, ma se non ci fosse stata come traccia non avremmo perso nulla. Detto ciò tracce come “All I have to do”, “Shot at dawm”, “Suffer” e la stessa “Anathem of fallen” che riprende il concetto che da il titolo all’album, danno il senso delle mie parole in musica.
Concludendo un lavoro dal sapore retrò che comunque potrebbe avere appeal anche sui giovani e su chiunque è interessato a del thrash costa est misto a quello teutonico. Ribadisco quello che ho scritto poco sopra, se siete interessati alle sole sonorità moderne questo album, e questa band, non fanno per voi. Se invece volete del metal vecchio stile ma non fotocopiato i Dawn ahead fanno per voi.
VOTO: 7/10
Alessandro Schümperlin
















