Finalmente dopo ben undici anni, tanti sono trascorsi dall’ultimo e spettacolare Solfernus’ Path, possiamo parlare di un nuovo album dei polacchi Darzamat. Leggendaria, unica nel suo genere, questa particolare formazione ha realizzato durate l’arco di circa venticinque anni di carriera, dei veri e propri capolavori musicali, a cui si aggiunge questo nuovo A Philosopher At The End Of The Universe, di cui abbiamo l’onore di potere ascoltare in anteprima proprio per poter esprimere le nostre impressioni su di esso. In questi anni il fascino della band non è mai venuto meno, anzi cresce sempre più grazie alla particolarità di queste nuove composizioni che non fanno altro che innalzare ancora di più l’aura oscura e seducente creata dalla band. Difficile esprimere le grandi e forti emozioni provate ascoltando e vivendo brani immensamente belli come ad esempio la title-track, posta in apertura, in cui la band mostra una struttura e un songwriting tanto forte e aggressivo quanto seducente, raffinato e con un alta vetta epica. Brano che lascia fin di primi istanti il segno. Splendido il mood iniziale e continuo della successiva Running In The Dark, canzone che scivola via in un vortice melodico e graffiante allo stesso tempo, grazie alla voce sensuale e unica di Nera che si fonde alla perfezione con il possente growl di Flauros. Il sound dei Darzamat è un qualcosa di molto personale e unico, dove l’estremo, l’oscurità più nera incontra una sottile luce che include delle melodie senza tempo. Dosati in maniera eccelsa, sono le parti più furiose e aggressive con quelle leggiadre, melodiche e a volte con una vena alquanto plumbea e grigia. Fattore che possiamo riscontare anche nelle varie e accattivanti Throughts To Weight On Farewell Day e The Tearful Game. Convincenti e spettacolari anche quando decidono di rallentare un attimo con una suadente e lenta The Sleeping Prophet. Ogni elemento della band ha un qualcosa di unico e che riesce a imprimere all’interno di ogni singola canzone. Che dire del groove della heavy Clouds Clouds Darkening All, sennonché che è un’altra perla nera all’interno di questo nuovo disco. Uno dei brani, per così dire più orientati sul gothic dell’intero lavoro, assolutamente stupefacente. La potenza, il drumming portentoso ritorna subito con The Great Blaze, altro capitolo che lascerà il segno, come tutto l’album del resto. Si va verso la chiusura di questo nuovo A Philosopher At The End Of The Universe con un brano di rara bellezza che risponde al titolo di The Kaleidoscope Of Retreat, degna chiusura per un disco che si consacra come uno dei più belli, affascinanti, oscuri di quest’ ultimo decennio. Le emozioni sono assicurate e l’attesa durata tanti anni sono pienamente ripagate. Onore a una leggendaria band, i Darzamat sono semplicemente unici nel loro genere. Difficile comunque descrivere tanta bellezza in poche righe, in quanto questo lavoro va vissuto dal profondo dell’anima.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro















