Direttamente da Salem una band che affonda il suo songwritting nelle combinate di un certo metal infettato da altri generi (con rimandi pesantemente emo e punk) e con un occhio a quelle che sono le radici letterarie (Vedi s. King, vedi HP Lovecraft giusto per fare due nomi). I rimandi a The Bronx casket company, ai The Misfits agli AFI è parecchio presente
e si sente senza difficoltà.
Album quindi piuttosto diretto, senza fronzoli e con una certa attitudine alla velocità. nulla di nuovo sotto al sole si potrebbe dire, ma è un “nulla di nuovo” che scalda il cuore e che fa tornare giovani chi come me, comincia ad avere qualche capello bianco. Di fatto questo “The burying point” è il loro esordio, uscito per Massacre Recordas, dopo l’uscita di due singoli rispettivamente nel 2021 e nel 2022, portando di fatto una copertina di Linus a chi vuole una canzone che stia nei tre minuti medi e che sia veloce, diretta e senza orpelli strani.
Nel lato delle composizioni quindi, nulla di differente che le band di cui sopra avrebbero fatto di loro; stessa situazione se vogliamo per quello che compete la parte di mixer, quindi registrazioni, mixaggio e mastering in linea con gli stilemi predetti ma con una semplice, poi non così semplice va ammesso, gestione con nuovi strumenti.
Seppur trovo più che apprezzabili brani come “1818”, “The Hunt”, “Moonlight”, “Curse”, “Siren’s call” e “Devil’s night” devo ammettere che se non cerchi quel tipo di suono e se non cerchi quel tipo di attitudine l’album viene a “noia” velocemente.
Dispiace, perché sembra quasi che la band sia “uscita” con l’album in un periodo sbagliato; come spesso capita con quelle realtà che hanno delle idee interessanti, ma particolarmente vincolate ad un genere o ad un periodo e i Darker days sono vincolati ad un periodo storico musicale specifico e ad un genere altrettanto specifico che non lascia molto spazio a scelte manieristiche.
La struttura della batteria tirata con “twothreefour” e dritto fino alla fine con la chitarra che fa quasi la stessa cosa ed il basso che prova a combinare goorve che incolli voce e chitarre ai ritmi della batteria non sempre viene apprezzato e capisco se potrebbero non ricevere tutto il riconoscimento che meriterebbero.
In conclusione abbiamo un buon esordio che dimostra le capacità e l’attitudine della band, ma che potrebbe vincolare in modo inequivocabile a certe dinamiche e a certi ambiti che potrebbero non rendere merito completo alla band.
Speriamo che gli ascoltatori possano andare oltre al “nuovo” che nuovo non è e soprattutto sperando che certe dinamiche di music bizz possano essere oltrepassate.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















