Questo disco è da 9 su 10! Inutile rigirarci attorno… gli ICONICI (l’ho già detto in passato e lo ridico quando e quanto mi pare) Cradle Of Filth non si smentiscono e non si smentiranno mai. Con tutte le storie che faranno felici i detrattori, tipo prolissità, ripetitività della proposta (pur sfaccettata come è loro solito) ed età galoppante, questo disco è da 9 su 10!!! Per il loro quattordicesimo (!) album i cari, buoni e folli COF sfoggiano una line-up fantasmagorica, che associa al fantomatico cantante-liricista Dani (sempre sugli scudi in quanto a performance vocale camaleontica e spesso teatrale) i chitarristi Donny Burbage e Marek “Ashok” Smerda (oddio!), il bassista Daniel Firth (oh oh quasi omonimo eh), il drummer Martin “Marthus” Skaroupka e la tastierista/voce femminile Zoe Federoff (noto una certa presenza di personale dall’Est Europeo o mi sbaglio?). Beh la performance collettiva della band è fantastica, tanto quanto può apprezzarla un fan di lunga data, ma neanche il neofita riuscirà a resistere alla bellezza suprema di questo “The Screaming Of The Valkyries”. Che forse non sarà strettamente concettuale come le precedenti prove, ma non è da meno, ve lo assicuro. Il sound sfaccettatissimo e concettualmente ricercato dei COF (partito da una base stilistica Black Metal, ricordiamo) è teatrale, estremamente oscuro, colto, pieno di citazioni musicali e letterarie di grandissimo impatto, e quel che è meglio: non stanca. Forse dischi relativamente recenti come “Mantichore” e “Hammer Of The Witches” potranno aver peccato leggermente di prolissità, questo è vero. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. E in ogni caso, i nostri si sono imbarcati negli ultimissimi anni in un trittico d’eccellenza artistica composto da “Cryptoriana”, “Existence Is Futile” per finire con l’attuale album, dove non hanno sbagliato un colpo. E l’elemento “osare” è loro pane quotidiano, ormai lo sappiamo bene. Altrimenti, non sarebbero i Cradle Of Filth. Non tutti potrebbero essere capaci di piazzare una opening come “To Live Deliciously” che pare un assortimento di canoni di Heavy Metal classico da far venire l’acquolina in bocca a chiunque, continuando con l’infarcire di melodie chitarristiche (e ottimi guitar-solos, Blacksters-gatekeepers-da-cantina-polverosa, beccatevi questo!) brani come “The Trinity Of Shadows” e “You Are My Nautilus” (ricca di citazioni maideniane, soprattutto il riffone centrale che è da annali!) nonché la finale “When Misery Was A Stranger”, talmente sfaccettata che pare un incontro tra Slayer e Mercyful Fate con i prediletti Maiden… puntando poi sul super-gotico cadenzato (ma mai noioso) con “Non Omnis Moriar” e “Malignant Perfection”, oppure basare gran parte di un brano come “Demagoguery” su passaggi sinfonico-recitativi di spessore addirittura accademico! Potrei continuare con gli elogi a non finire, ma a questo punto sarebbe inutile. L’esperienza personale dell’ascoltatore può solo essere sommessamente caldeggiata. Il resto dovete farlo voi! Fan sfegatati e neofiti, fate vostro “The Screaming Of The Valkyries” perché qui in questi solchi si trova il meglio dei COF per l’anno in corso. L’album è in uscita OGGI 21 marzo 2025, e vi esorto a correre nei negozi di dischi in quanto, solo di per sé, un album dei Cradle Of Filth merita di esser posseduto su supporto fisico. Bentornati ancora una volta Vampiri del Sussex!
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















