La storia dei norvegesi Conception è spaventosamente similare a quella degli… Psychotic Waltz. Attivi discograficamente anch’essi dagli anni ’90, alla fine dei quali anch’essi si sciolgono… ed anche loro tornano inaspettatamente solo ora, con un nuovo album. Ma a differenza dei Waltz di cui sopra, il cui album di ritorno è d’una tal bruttezza di cui ancora conservo il mesto e spiacevole ricordo, i Conception almeno parzialmente si salvano. Prog Metal stile Dream Theater anni ’90, puro e semplice. Con tutti gli stilemi tipici del genere: melodia, potenza delle chitarre e discreto virtuosismo dei soli, tipico andamento pomposo in parecchi brani, keyboards d’atmosfera ed un cantato similare a James LaBrie. OK, non saranno granché originali, ma perlomeno a tornare con un album più che decente ce l’hanno messa tutta. E devo dire che qua e là possiamo trovare anche delle finezze abbastanza piacevoli, come ad esempio la ballad “The Mansion”, cantata in duetto con l’angelica voce di Elize Ryd. E soprattutto, un album che non stanca con inutil i prolissità, tanto più che dice tutto quel che ha da dire in 39 minuti di durata. Bravini davvero. Sono sicuro che in futuro potrebbero anche far di meglio. I mezzi tecnici ed un certo gusto musicale non mancano di certo. Ma intanto, per premio al loro ritorno, una votazione incoraggiante non gliela toglie nessuno.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















