di Maurizio Mazzarella
La serata del 3 luglio 2026, all’Auditorium TaTÀ di Taranto, il pubblico ha vissuto una di quelle esperienze che non si dimenticano facilmente. Come acqua di mare, opera intensa e profondamente poetica firmata da Mimmo Fornaro, ha trasformato il palcoscenico in un luogo sospeso, dove emozioni, ricordi e riflessioni interiori scorrevano come onde leggere e inesorabili.
Fin dai primi minuti, l’interpretazione di Mimmo Fornaro ha catturato la platea: una presenza scenica magnetica, capace di modulare voce e gesto con una sensibilità rara. Accanto a lui, Eros Galiano ha offerto una prova di grande maturità artistica, equilibrata, intensa, sempre al servizio della storia. La loro sintonia ha dato vita a un dialogo teatrale vivo, pulsante, che ha attraversato la sala come un vento caldo di emozioni.
Ma la sorpresa più luminosa della serata è stata senza dubbio Giordana Villani, autentica rivelazione. La giovane interprete ha mostrato una naturalezza scenica sorprendente, una capacità di ascolto e di presenza che raramente si incontrano in età così giovane. Ogni suo gesto, ogni sguardo, ogni parola ha aggiunto un tassello prezioso alla narrazione, conquistando il pubblico con spontaneità e talento puro.
L’evento, organizzato con cura impeccabile dalla E77 SRL, ha brillato per precisione, accoglienza e qualità tecnica. Una macchina organizzativa fluida, attenta, capace di valorizzare ogni momento della serata.
A guidare il pubblico attraverso questo viaggio emotivo è stata la giornalista Alessandra Carpino, vice direttore di GiornaleRossoBlu.it, media partner dell’evento. Con eleganza, professionalità e una presenza scenica sicura, Alessandra Carpino ha accompagnato gli spettatori dentro e fuori la storia, creando un ponte perfetto tra palco e platea.
Come acqua di mare è stata una storia che non si limita a essere raccontata: si insinua, scava, accarezza e invita a guardarsi dentro. Una narrazione intensa, poetica, capace di far riflettere senza mai perdere la delicatezza del suo respiro artistico.
















