Un miscuglio oscuro di death e power metal è la caratteristica più rilevante di questi statunitensi che provengono dalle montagne del Colorado e danno vita a un disco che non è estremamente vario, ma molto diretto e frontale. In pratica possiamo dire che la parte death è prevalentemente quella vocale, mentre quella musicale è più tendente al power. Ne viene fuori un mix decisamente interessante, con il tema centrale dello spazio, del cosmo, che pare ispirare molto, ultimamente, a livello di testi e di ambientazione degli stessi.
La band, Amethyst Noir, voce, Nick Daggers, chitarre e voce, William Perkins, chitarra, Kyle Morgan, basso e Tim Gillman alla batteria, svolge nel modo appropriato il compito affidatole, con una particolare menzione per gli assoli chitarristici, punto di forza dei Celestial Wizard.
I brani si susseguono senza grandi sorprese, nel senso che tendono ad avere un filo che li unisce. Si parte con l’intro “Andromeda”, la cui linea chitarristica verrà ripresa nel corso del disco, anche se è il synth a guidare il brano e poi “Revenant” che fa capire cosa sia il power death de Celestial Wizard : non ci si aspetterebbe mai l’invocazione “Die,Die, Die” nel mezzo di un brano apparentemente power metal, ma è solamente l’inizio di quello che abbiamo definito prima.
Di questo genere sono infatti “Ice Realm” ,“Powerthrone” e “Eternal Scourge”, comunque non banali e con chitarre in grande evidenza e una sezione ritmica più precisa che brillante, anche a causa del missaggio finale del disco, in ogni caso ben prodotto.
Qualcosa di diverso giunge con “Steel Chrysalis” : la canzone è meno serrata e quello che emerge sono i controcanti davvero trascinanti. “Undead renegade” si spinge ancora più decisamente verso il death, anche qui con il sorprendente utilizzo di un organo nel finale del pezzo che disorienta piacevolmente l’ascoltatore. Uniforme al resto è “Cyberhawk”, mentre la title-track, che conclude il disco, riprende il tema dell’intro, sviluppandolo grazie all’elettronica e perdendosi in un arpeggio e una parte che ricorda certe composizioni di Nocturnus e Threshold, con una certa ricerca sonora dietro questa composizione.
Un gruppo a suo modo originale, da migliorare la varietà della musica proposta, ma non siamo certo di fronte a sprovveduti.
Voto: 6,5/10
Massimiliano Paluzzi















