I Canedy sono la creatura di Mr. Carl Canedy, noto e apprezzato batterista della scena heavy internazionale. Da molti ricordato per essere stato il primo batterista dei Manowar, che noi tutti conosciamo. Carl ha militato anche i numerose altre formazioni più o meno note, come Jack Starr, Dave Feinstein, Kelako, Lone Rager e anche i più conosciuti The Rods con cui ha pubblicato circa otto album. Senza dimenticare anche la sua attività come produttore, diciamo che questo musicista non è proprio uno sprovveduto. Adesso con la sua principale band che porta tra l’altro il suo nome, come abbiamo già scritto in apertura di questa recensione, pubblica per la label greca Sleaszy Rider Records un nuovo album di inediti, dal titolo Warrior. Il genere proposto ovviamente trattasi di puro heavy metal ma con delle tinte abbastanza moderne, il che fa capire che Carl non è certamente un artista che rimane indietro nel tempo in fatto di suoni moderni, pur non rinunciando alle proprie origini heavy. Possiamo affermare in tutta franchezza che questo lavoro merita davvero più di una possibilità, perché all’intero possiamo trovare delle ottime canzoni, che magari non faranno gridare al miracolo, ma riescono comunque a difendersi molto bene. Partendo dall’iniziale Do It Now, brano duro, deciso e dalle venature moderne, si può ascoltare come l’estro creativo del drummer non è mai venuto meno, segno che nonostante gli anni passino per tutti, in lui risiede molta saggezza ed esperienza in quello che produce. Nelle varie e seguenti Not Even Love, un classico mid tempo heavy, con delle parti quasi progressive, troviamo, in splendida forma anche una voce molto pulita e potete allo stesso tempo che risponde al nome di Mike Santarsiero, che ha fatto veramente un grande lavoro dietro il microfono. Troviamo anche un grande Tony Garuba al basso e Charlie Russello alle chitarre, che vanno a chiudere un cerchio molto riuscito e compatto. Diversi gli episodi da segnalare, come la veloce e frizzante Lies, uno dei brani migliori e freschi dell’intero lavoro, Hellride con un graffiante Tony alla voce, che rende il brano ancora più incisivo. La title track, ricorda vagamente i suoi inizi con i Manowar, soprattutto per quanto riguarda il drumming prettamente cadenzato ed heavy. C’è molto da scoprire in questo nuovo Warrior, disco che non mancherà sicuramente di fare la felicità di tutti coloro che si nutrono giornalmente a suon di heavy metal. Veramente una splendida garanzia di originalità, professionalità e gusto per il vero metallo pesante.
Voto: 8/10
Sandro Lo Castro















