Non paghi del loro “gustosissimo” EP “D.G.A.F.” pubblicato mesi orsono, i ritrovati norvegesi (potevano anche risparmiarselo, onestamente) Cadaver ci riprovano, e confezionano un full-length album nuovo di zecca. E ottengono esattamente… un noioso e piatto album di Death Metal brutale splatteroso e pesantissimo, come si faceva una volta. E come un serio estimatore del Metal dovrebbe anche essersi felicemente scordato. Invece, sono loro qui a ricordarcelo. Purtroppo per noi. E così, anche coadiuvati dalle ospitate di Jeff Becerra e Kam Lee in un paio di canzoni, si susseguono a ritmo esasperato ed esasperante le solite scorribande brutali per mezzo dei soliti urlacci, delle solite tematiche ultra-splatter (la bile che è presente fin dal titolo dell’album) oppure infantil-horrorifici, delle solite chitarre thrashettone ultra-esasperate, dei soliti sterili triti-e-ritriti cambi di ritmo e blast-beat a profusione, che tanto fecero “grande” nei primi anni ’90 il genere Brutal/Death/Grind. A favore del mal di testa dell’ascoltatore medio, che già non ne può più dopo soli 5 minuti di ‘sta roba. Disco forse considerabile un “masterpiece” da tutti gli “estimatori” del genere… non da me, che ne faccio volentieri a meno. Dato che ormai non vi è più neppure granché d’inventiva. E’ un bell’hobby, insomma, il terrorismo sonoro “destabilizzante” e splatteroso per il duo composto da Neddo & Dirk. Peccato che qualcuno dovrebbe dir loro che non spaventano più nessuno. E che dette “sonorità” sono tramontate da quel dì.
Voto: 3/10
Alessio Secondini Morelli















