Sulla storia dei Bush direi che non ci sia molto da dire, direi che tutti li conoscano, nel bene e nel male. Ma nel caso ci siano dei giovanissimi che potrebbero averli sentiti solo nominare faccio un mini riassunto: i Bush sono attivi dal 1992 e fanno parte anche loro del filone grunge. Non sono però americani, ma bensì inglesi. Fino ad oggi hanno prodotto otto album in studio, un best of, due album live, e uno è quello che recensioremo ora, un album di remix, una serie di singoli non da poco e la comparizione nell’album “Woodstock 1999”. Questo live è uscito a fine di aprile per Cleopatra entertainment, come dolcetto prima del loro ottavo album da studio “The kingdom” che è uscito lo scorso luglio per BMG.
Settanta minuti di musica, ma quasi novanta di video, tra nuovi e vecchi brani della band che spazia proprio dal primo all’ultimo album. Di fatto per non restare a bocca asciutta, ed anticipare, come ho già scritto, il nuovo album da studio, ma anche per ricordare a tutti l’emozione e l’energia di un live.
Le riprese, audio e video, sono della data a Tampa, appunto, del 16 agosto 2019 al Midflorida Credit Union Amphithatre. Ho scritto anche video dato che questo live è recuperabile in cofanetto con cd, DVD e Blu-ray.
La tracklist prevede “Machinehead”, “Everything zen”, “Body”, “Comedown”, “Little things” e “Glycerine” dall’ album “Sixteen stone”; quindi “The chemicals between us” e “The disease of dancing cats” da “The science of things”; “This is war” da “Black and white rainbow: deluxe edition”. “The sound of winter” da “The sea of memories”; “Swallowed” dal famosissimo “Razorblade suitcase” ed il pre-listening di “Bullet holes” da “The kingdom”. Pre-listening viste le date d’uscita dei rispettivi titoli.
Ci sono alcuni minuti in più nella versione video, dato che la band ha aggiunto un’intervista con Gavin Rossdale.
Sinceramente non trovo errori e problemi di sorta sulle tracce audio e i pochi video che ho potuto guardare mi hanno permesso di valutare, sempre, in modo positivo le scelte tecniche e di campo, anche in senso fotografico, della band. Non vi segnalo nulla tra le tracce migliori, in primis perché è un live e da live l’energia è sempre più particolare; in seconda battuta perché la tracklist è quasi da best of e quindi va bene la scelta fatta dalla band per il pubblico.
Cosa dire… a livello puramente tecnico ottimo lavoro, ottime riprese audio ed ottimi gli arrangiamenti e le immagini. Di certo il fatto di far arrivare sul mercato le riprese di un live “vero” in un periodo così pieno di dubbi e di perdite assortite dei live. Poi un salto nel passato per chi ha seguito i Bush dagli anni ’90 ad oggi.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















