di Daniele Blandino
Ci sono festival che rappresentano semplicemente una successione di concerti e altri che diventano veri e propri eventi simbolici. Il Borderline Fest 2026, andato in scena il 31 luglio nella suggestiva cornice del Giardino Scotto di Pisa, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. L’edizione di quest’anno ha infatti celebrato il 30° anniversario del Borderline Club, storico punto di riferimento per il rock e il metal in Toscana, riunendo sullo stesso palco quattro delle realtà più rappresentative della scena italiana: Rimmar, 17 Crash, Deathless Legacy e Trick or Treat.
L’idea di dedicare l’intera manifestazione esclusivamente a band italiane si è rivelata ancora una volta vincente, dimostrando come il panorama nazionale continui a esprimere artisti di alto livello, capaci di spaziare tra generi differenti mantenendo sempre elevata qualità tecnica e forte personalità.
Rimmar, eleganza e tecnica per aprire il festival
Ad aprire il Borderline Fest sono stati i Rimmar, chiamati a rompere il ghiaccio davanti a un pubblico ancora in fase di afflusso ma già molto partecipe.
La formazione ha proposto un progressive metal raffinato, caratterizzato da arrangiamenti ricercati, cambi di tempo e atmosfere che hanno alternato momenti di grande intensità ad altri più melodici. La precisione esecutiva dei musicisti e la qualità del sound hanno valorizzato un repertorio costruito su equilibrio e ricerca stilistica.
Con il passare dei brani è cresciuta anche la partecipazione del pubblico, che ha accompagnato la conclusione del set con lunghi applausi.
I 17 Crash trasformano il Giardino Scotto in una festa rock
Il cambio di atmosfera è stato netto con l’ingresso sul palco dei 17 Crash.
La band ha portato tutta l’energia del proprio hard rock, fatto di riff incisivi, ritornelli immediati e grande impatto scenico. Fin dalle prime note il gruppo ha saputo coinvolgere gli spettatori grazie a una performance dinamica e a una costante interazione con il pubblico.
La solidità della sezione ritmica, unita alle chitarre protagoniste di riff potenti e assoli melodici, ha reso il concerto uno dei momenti più coinvolgenti della serata, confermando la crescita artistica della formazione.
Deathless Legacy, musica e teatro in perfetto equilibrio
L’atmosfera è cambiata nuovamente con l’arrivo dei Deathless Legacy, accolti da una vera ovazione.
La band toscana ha confermato tutta la propria identità artistica, proponendo uno spettacolo in cui musica, teatralità e scenografia convivono perfettamente. Costumi, simbolismi e movimenti scenici hanno accompagnato una performance costruita su sonorità heavy, doom e horror metal.
La cantante ha guidato il pubblico attraverso un’esibizione intensa e coinvolgente, mentre la band ha dato prova di grande maturità tecnica e interpretativa, conquistando gli applausi del Giardino Scotto.
Trick or Treat chiudono il festival con il loro power metal
A concludere la serata sono stati gli headliner Trick or Treat, accolti dal pubblico come autentici protagonisti dell’edizione 2026.
Il gruppo emiliano ha confermato il proprio ruolo di riferimento del power metal europeo, offrendo uno spettacolo ricco di energia, tecnica e grande coinvolgimento.
Le chitarre hanno alternato riff serrati e assoli spettacolari, la sezione ritmica ha mantenuto precisione e potenza per tutta la durata del concerto, mentre la voce ha affrontato ogni passaggio con sicurezza e grande padronanza.
Tra un brano e l’altro non sono mancati momenti di dialogo con i fan, che hanno accompagnato praticamente ogni canzone con cori e applausi, trasformando il concerto finale in una vera festa collettiva.
Una festa per il metal italiano
Il Borderline Fest 2026 ha dimostrato come la scena metal italiana continui a vivere una fase di grande vitalità.
Dal progressive dei Rimmar all’hard rock dei 17 Crash, passando per il teatro oscuro dei Deathless Legacy fino all’esplosione power dei Trick or Treat, ogni esibizione ha contribuito a costruire una manifestazione equilibrata e di alto profilo artistico.
Il trentesimo anniversario del Borderline Club si è così trasformato in una celebrazione della musica dal vivo e della scena nazionale, confermando il locale pisano come uno dei punti di riferimento storici per il rock e il metal italiani e lasciando negli appassionati la sensazione di aver preso parte a un evento destinato a essere ricordato a lungo.
















