Terzo album per il chitarrista polacco Boguslaw Balcerak, che sulla falsa riga del suo mito Yngwie Malmsteen, crea una band a sua immagine e somiglianza: i Crylord , una sorta di immagine rispecchiata dei Rising Force.
A proposito di Malmsteen, Boguslaw si avvale della collaborazione di Goran Edman e Ripper Owens (in passato ha avuto in formazione anche Mark Boals): si parte dal prog-rock di “It’s just a wind “cantata da Goran Edman, traccia lontana anni luce dalle precedenti produzioni targate Balcerak Boguslav’s Crylord.
“Thunderbolt”, vede la partecipazione di Rick Altzi (Masterplan), il riff di chitarra ricorda quello di “Night buzz ” di John Norum (dall’album “Face the truth” ), brano hard rock stile Rainbow.
“Death is rising” ha un mood molto simile al brano di Malmsteen “I’m a Viking, traccia cantata da David Akesson: piacevole ma niente di piu’.
“Set my heart on fire” e “Wind me up” si articolano su un classic rock in stile Street Talk /Madison e chi non poteva cantarle se non lo stesso singer di queste band ? ovvero il sempre verde Goran Edman (uno dei miei cantanti preferiti tra i tanti che hanno collaborato con Malmsteen).
“Falling for you”, altro brano che spazia tra il Prog-rock e hard rock , con la voce di Ryan Beck, cantante che onestamente non avevo mai sentito prima d’ora.
“Scary dream” brano dal sapore neoclassico, 100% Malmsteen, uno degli episodi migliori del platter e che vede ancora una volta la presenza del buon David Akesson; ecco, io avrei affidato i brani piu’ “malmsteeniani” a Goran Edman, va’ pero’ detto che la prestazione di David e’ davvero ottima e in certi frangenti, sembra che sia lo stesso Goran dietro al microfono (in virtu’ di una certa somiglianza vocale in determinati passaggi). In questa traccia, possiamo trovare anche passaggi prog-metal dei primissimi Symphony X , quelli di “Damnation game”( anch’essi influenzati dal neoclassicimo malmsteeniano).
“Eyes of fire” e’ un altro brano malmsteeniano, ma non di quelli di stampo neoclassico, piu’ sulla falsariga di tracce quali “Dragonfly”, dove viene esaltata la voce “graffiante” del brasiliano Jota Fortihno (Signum Regis).
Troviamo anche due ballad, abbastanza “insipide”, come “Lord of the light” e ” You are my only relief”, entrambe interpretate da David Akesson.
“Wolf at the gates” e’ un ottimo up-tempo, dove troviamo Ripper Owens dietro al microfono; le melodie sono orientaleggianti, anche qui riecheggia il fantasma di Malmsteen. In evidenza -e molto bello- lo stacco centrale di pianoforte influenzato da sonorita’ balcaniche e l’ottimo solo di chitarra, il tutto imprezziosito da alcuni cambi di tempo.
Analizzando la discografia del polacco, dei tre dischi usciti a nome “Crylord”, questo e’ sicuramente il meno ispirato a livello compositivo: il primo era un po’ troppo “macchinoso” e non di facile presa (ascolto) , questo e’ l’esatto contrario (ovvero sin troppo easy listening); il migliore e’ quello che sta nel mezzo, ossia “Gates of Valhalla”.
Conclusioni: disco piacevole da ascoltare, ma che segna un enorme passo indietro rispetto ai due precedenti.
Voto: 6,5/10
Stefano Gazzola















