Blind Golem e’ un progetto nato in quel di Verona. I suoi artefici sono musicisti abbastanza noti per la loro partecipazione a svariate esperienze come i Forever Heep (evidente tributo agli Uriah Heep) e i Bullfrog, una formazione con cinque album all’attivo all’insegna di un sano rock blues intriso di roots music. A questo vanno aggiunte svariate esperienze al fianco di artisti del calibro di Ken Hensley, Ian Paice, Don Airey e Tolo Marton. I Blind Golem sono la classica formazione hard rock a cinque elementi con il cantante Andrea Vilardo, il chitarrista Silvano Zago, il tastierista Simone Bistaffa, il bassista Francesco Dalla Riva e il batterista Walter Mantovanelli. Il proposito dichiarato del gruppo e’ quello di ridare smalto e vigore a certo hard rock melodico classico che ha avuto negli Uriah Heep, in certi Deep Purple, nei Rainbow, nei Magnum e nei Lucifer’s Friend i suoi esponenti piu’ illustri. La cosa sembra riuscita bene. A Dream Of Fantasy gia’ nel titolo ricorda cose degli Uriah Heep come Beautiful Dream e Return To Fantasy. La grafica poi, affidata a Rodney Matthews, artista che ha disegnato famose copertine di Magnum, Nazareth, Asia, Diamond Head e Tygers Of Pan Tang, ci trasporta subito in un mondo fantastico ed evocativo. L’influenza dei gruppi citati e’ palese, in particolare quella degli Uriah Heep, ma il songwriting e’ fresco e vitale e conferisce un sapore di genuinita’ alla proposta. Devil In My Dream apre questo viaggio suggestivo. Fin dalle prime note si avverte tutto il potere evocativo intriso al progetto. L’Hammond che si carica, la chitarra che svisa con il wah-wah, i cori assassini, la ritmica solida, la melodia ben definita nel contesto di un hard rock d’impatto. Sunbreaker spinge sull’acceleratore con la melodia sempre dominante, con i cori e tutto il resto. Davvero si respira aria di anni Settanta e siamo piu’ che mai invogliati ad andare avanti. Dopo due brani veloci arriva la cadenzata Screaming To The Stars. Sentiamo aleggiare l’ombra del Rainbow Demon ma l’incedere possente del brano brilla di luce propria soggiogando i nostri sensi. Scarlet Eyes ci riporta su ritmiche piu’ veloci, con l’organo che ricama sulla ritmica facendoci sognare cose alla Easy Livin’.Un riff martellante ci introduce Bright Lights che si dispiega su un cantato evocativo e coinvolgente con chitarra e tastiere che si intersecano in una sequenza molto efficace. Su The Day Is Gone troviamo un ospite illustre, Ken Hensley. Il padre fondatore degli Uriah Heep, la band che di fatto ha creato il magnifico ‘universo sonoro che e’ alla base di tutto cio’ che stiamo ascoltando. La sua presenza qui assume una particolare dimensione storica in quanto questo brano rappresenta di fatto la sua ultima prova di musicista prima della morte avvenuta il 4 novembre 2020. E si tratta di un brano che ci restituisce tutto l’approccio tipico del musicista. Un brano intriso di malinconia elegiaca, con l’Hammond e la chitarra slide del Maestro che ci conducono all’inevitabile commozione. Ken Hensley e’ uno dei musicisti hard rock di prima generazione che piu’ hanno dato alla grande storia della nostra musica preferita e questo brano e’ un modo perfetto per abbandonare le scene. The Ghost Of Eveline e’ un altro brano all’insegna del mood malinconico e struggente che permea un po’ tutto l’album. I ricami tastieristici di Simone Bistaffa conferiscono un senso di disperato abbandono accentuato dall’interpretazione drammatica di Andrea Vilardo. Dopo una svisata di Francesco Dalla Riva parte una sezione strumentale in cui Simone Bistaffa e Silvano Zago si affrontano in un suggestivo gioco di rimandi sostenuti da Walter Mantovanelli. Una sorta di equilibrio fra chitarra e tastiere e’ alla base dell’idea stessa dei Blind Golem. Night Of Broken Dreams e’ un delicato momento pianistico molto intimista. Il romanticismo della musica dei Blind Golem si insinua ed entra in circolo nel nostro animo. Non se ne vorrebbe piu’ uscire. La chitarra di Silvano Zago qui ci accarezza e ci rassicura. Quella stessa chitarra ci travolge subito dopo con il riff di Pegasus, hard rock pregevole. Ma la malinconia contagiosa torna nella soffice The Gathering. Star Of The Darkest Night e’ un hard ben cadenzato e incisivo. Living And Dying e’ caratterizzata da un’azione tastieristica ricca di tensione e aspettativa che richiama Won’t Get Fooled Again degli Who che poi prende tutt’altra forma. Il disco si chiude con l’acustica A Spell And A Charm che conclude dolcemente questo sogno in musica. Durante il percorso ci siamo esaltati e commossi, proprio come deve fare un certo tipo di musica. Questo disco dei Blind Golem e’ un dono bellissimo rivolto a tutti coloro che su certe sonorita’ e atmosfere sono nati e cresciuti. A Dream Of Fantasy e’ la riprova che certo hard rock classico piu’ essere uno dei tipi di musica piu’ romantici di sempre. Da ascoltare piu’ volte e da amare per sempre.
Voto: 10/10
Silvio Ricci















