I Blessdivine sono un’emergente band di power-metal proveniente dall’ Ucraina, fondata nel 2019 da Max Molodtsov (Edenian,Sorrowful Land) e Artem Soleyko (Time Shadow). I loro punti di riferimento sono band come Kamelot, Edguy, Rhapsody of fire e Royal Hunt (le parti di tastiere ricordano molto quelle di Andre’ Andersen) per citarne alcune.
Questo album dal titolo “Between sin & sacrifice” viene pubblicato dall’etichetta Elevate Records, risulta abbastanza “originale” nelle composizioni ed e’ coadiuvato da uno splendido artwork che sembra raffigurare uno scenario da “Inquisizione”.
La voce del singer, sulle tonalita’ basse, assomiglia in modo impressionante a quella di Roy Khan, tale somiglianza sparisce completamente quando cambia registro ed eleva la tonalita’. Molto probabilmente, riesce ad emularlo solo stando “in basso” per evidenti limiti “tecnici” e “fisici”: con quella voce li’ ci nasci, difficilmente riesci a “costruirla”.
In “Servants Of The Cross” sembra proprio di sentire il buon Khan dietro al microfono, ma… non e’ lui…e’ Artem Soleyko !; il cantato “filtrato” rimanda ai Conception degli anni 90’, per quella che e’ una delle migliori tracce del disco, dove le tastiere generano un’armoniosa melodia.
Agli antipodi invece e’ “Season Of The Witch”, una delle tracce (trattasi di un brano power-speed) meno convincenti del disco, cantato growl che si alterna a quello “pulito”, pezzo in cui salvo –solo- l’assolo (scusate il giro di parole) di chitarra.
I Kamelot di “The 4th Legacy” aleggiano in “Conquer The Silence” e in “The Key” (molto bello il refrain e le parti sinfoniche) mentre troviamo tracce dei Royal Hunt in “New dawn”.
Le composizioni di questo album risultano fresche, anche grazie all’apporto delle “bellissime” parti di tastiera e agli inserti sinfonici, inseriti ad hoc nel contesto musicale. Se questo disco, l’avesse cantato Roy Khan, saremmo qui a parlare di un top album ! purtroppo la voce di Artem risulta un po’ “limitata”, ma tutto non si puo’ avere. Con tanta musica “spam” che viene immessa sul mercato (anche per colpa di “certe” label…), questo disco passera’ forse inosservato ai piu’ ed e’ un vero peccato, perche’ a mio giudizio risulta (a livello di composizioni) nettamente superiore al tanto “pompato” nuovo disco degli Insania.
Voto: 7/10
Stefano Gazzola















