Black Widow continua a dimostrarsi etichetta molto selettiva e aperta alle nuove proposte, anche se fatalmente molte di esse sono prossime al raggio d’azione territoriale dell’etichetta, ovvero Genova e dintorni.
Avendo però la fortuna, aiutata proprio dall’azione di questa casa discografica che ha una ottima lungimiranza, di disporre di musicisti di una certa qualità, ecco che arrivano progetti musicali come questo Black Pie, gruppo formatisi recentemente, con l’obiettivo di esplorare nuovi territori, in bilico fra il funky-metal e il più presente funky-prog, con altre variazioni che rendono questo disco molto vario e interessante.
Dopo l’introduttiva “Off the radar”, brano arpeggiato Elena Villa, cantante dei Malcondita ma anche ottima bassista, è la voce di questo ensemble che si dimostra subito di ottimo livello con “Kaos Night” gioiello funky-prog, dove i Black Pie sperimentano queste sonorità che si dimostrano vincenti.
Certo, la presenza di Claudio Cinquegrana (New Trolls e tanto altro) alla chitarra e Silvano Bottari alla batteria e percussioni, aiutati anche dallo special guest Stefano Genti (New Trolls), alzano il livello tecnico e orchestrale e questo brano ne è un fulgido esempio. Una versione prog di materiale che abbiamo sentito in Red Hot Chilli Pepper ma proposto con una personalità che merita un approfondito ascolto.
E’ di gran classe il riff del brano “Litte Lady Bright”, che tende verso l’hard rock settantiano, pur non avendo linee vocali altrettanto straordinarie come quelle strumentali.
Il loro progetto nasce nel 2023 e nella prima fase live, che si è sviluppata la scorsa estate, si sono limitati a riproporre in chiave attuale pezzi che fanno parte della storia del rock, per poi chiudersi in sala di registrazione e dare vita ai brani originali che compongono il loro primo “Angels”.
Anche “Border Line” si muove su coordinate hard rock e anche a livello di arrangiamento si tratta di un grande pezzo, che evidenzia ancora la classe di Cinquegrana, che sviluppa sonorità chitarristiche molto originali, con l’interpretazione vocale di Elena “Hellen” Villa che dimostra di saper andare oltre alla semplice esecuzione del brano. “Your Fault” è un altro brano dalle forte influenze funky , qualcosa che ricorda i Red Hot Chili Pepper declinato al femminile, molto trascinante, con un altro riff killer e un assolo altrettanto efficace.
Meno dinamico il funky-prog di “Welcome Toxic”, che però include uno stacco chitarristico “spaziale” che ricorda certi passaggi dei Police, sia pure in questo caso proposto in modo più elaborato. E’ cadenzata e molto strana “People from the sky”, con un’altra prestazione vocale di alto livello.
Questo primo disco dei Black Pie è, come scrivono nella biografia, “ il viaggio alchemico di un’anima che, in procinto di nascere, vola, planando sul nostro pianeta, sceglie il suo corpo e la sua avventura di vita”.
Il basso trascina “From the Ashes”, altro brano che propone una orchestrazione di alto livello, con la chitarra che ricama su un tessuto ritmico dinamico e brillante, culminando in un altro assolo di rilievo, con un inserto tastieristico molto suggestivo. Più veloce “Blanket Tide”, che presenta gli stessi ingredienti, ma il risultato è sempre ottimo, per un disco non presenta pause o riempitivi.
Due i pezzi che chiudono “Angels”, “Lift it”, più corale e vibrante, mentre “Follow”è una outro arpeggiata, per un progetto che speriamo e ci auguriamo vada avanti, perché ci sono idee e capacità per creare grande interesse e personalità, in un mercato discografico spesso troppo omologato.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















