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Black Phantom, “La musica che facciamo è esattamente quella che abbiamo dentro”

Black Phantom, “La musica che facciamo è esattamente quella che abbiamo dentro”

"Chi ha apprezzato 'Better Beware!' sicuramente non resterà deluso, in quanto abbiamo mantenuto le stesse coordinate stilistiche del disco d’esordio… ossia Heavy Metal Tradizionale, fatto nello stile dei grandi nomi degli anni ottanta che hanno creato questo genere (e che sono i responsabili del nostro imprinting musicale, date che siamo nati e cresciuti con loro!)."

Buongiorno Andrea, bentrovato sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it

Ciao a tutti, e grazie mille per lo spazio che ci state dedicando! È un vero piacere poter parlare con voi, sia per raccontarvi un po’ del nostro nuovo lavoro, ma anche per distrarci un po’ tutti quanti in questo periodo decisamente poco piacevole!

Il tuo progetto musicale, ormai una band vera e propria, è già arrivato alla seconda release. Cosa puoi dirci di questo nuovo album? Pregi principali (e difetti, se vuoi) di “Zero Hour Is Now”?

Il nuovo album è la giusta continuazione del primo: chi ha apprezzato “Better Beware!” sicuramente non resterà deluso, in quanto abbiamo mantenuto le stesse coordinate stilistiche del disco d’esordio… ossia Heavy Metal Tradizionale, fatto nello stile dei grandi nomi degli anni ottanta che hanno creato questo genere (e che sono i responsabili del nostro imprinting musicale, date che siamo nati e cresciuti con loro!). Chi ama il Metal classico, quindi, fatto di brani potenti e melodici, con ritmiche cavalcanti e linee di voce alte e cristalline, allora penso proprio che troverà pane per i suoi denti!

Rispetto al primo album, penso che si senta decisamente come la già buona amalgama della band sia anche migliorata, nel frattempo: d’altronde, quell’alchimia che ha reso così piacevole e proficua l’esperienza del suonare le canzoni del primo CD si è sviluppata ulteriormente, grazie a due anni ed oltre 20 concerti insieme. Credo che questa coesione ed unità d’intenti si percepisca, eccome.

Tornando al disco, penso che il suo pregio principale sia, a mio avviso, come sempre la genuinità della proposta musicale: la musica che facciamo è esattamente quella che abbiamo dentro, senza ragionamenti o calcoli a tavolino. Le canzoni nascono così come sono, senza virare su stili, mode o altre influenze esterne. Dico spesso nelle interviste che, anche volendo, non saremmo in grado di cambiare la musica che facciamo: ora, molto probabilmente lo sapremmo fare, ma quale sarebbe il punto di farlo? Molto meglio essere completamente se stessi, cosa che peraltro (e di questo ne siamo grati e fieri) finora ci ha premiato!

Tu sei il bassista dei Mesmerize da tempo considerevole. Come va l’attività con loro, e come è nato in parallelo il progetto Black Phantom?

I Black Phantom sono nati esattamente in un momento di pausa della mia band storica, subito dopo il periodo dei concerti promozionali a supporto del nostro ultimo disco. Erano stati due anni particolarmente intensi, tra scrittura, registrazione e concerti, e la band aveva un assoluto bisogno di fare una pausa, sia dal punto di vista fisico che mentale. Ho approfittato allora di quel momento di stop per riprendere una manciata di canzoni che nel corso degli anni erano rimaste nel cassetto, per un motivo o l’altro: ero assolutamente sicuro di avere in mano dei brani di ottimo livello, e che avrebbero meritato di vedere la luce…. e quello era il momento giusto!

Tornando ai Mesmerize, l’attività della band si è estremamente rallentata, rispetto agli anni d’oro. Nonostante ciò, riusciamo comunque a fare 1 o 2 concerti all’anno, giusto per il piacere di suonare, dato che non abbiamo nuovi dischi da promuovere. Recentemente abbiamo comunque ricominciato a creare e registrare nuovo materiale: è infatti dello scorso Gennaio il nuovo brano “The Shimmer”, che abbiamo pubblicato in una compilation di nostri brani rari e/o inediti.

Ci parli della nuova line-up che hai aggregato per i Black Phantom? Da dove provengono, come li hai conosciuti…

Allora, facendo un passo indietro alla primavera del 2014, quanto tutto è cominciato, il progetto Black Phantom è iniziato con il sottoscritto insieme a Luca Belbruno (chitarra) ed Andrea Garavaglia (batteria), già miei vecchi compagni di scorribande con i Mesmerize. Siamo stati noi 3 ad iniziare a lavorare sui brani, che poi sono finiti sul primo disco: i pezzi, come ti dicevo, erano già nel cassetto da parecchio tempo, ma andavano ovviamente imparati, perfezionati ed arrangiati.

Il nostro vocalist Manuel Malini si è unito al gruppo soltanto dopo quell’estate: tra di noi ci si conosceva già benissimo da tempo, sia per motivi familiari (Manuel è infatti il cognato di Andrea!), sia soprattutto per le sue incredibili doti canore! Facendo lui parte degli Eruption, una cover band dedita all’Heavy Metal anni ottanta, molto attiva nella nostra zona, lo avevamo già sentito esibirsi con prestazioni galattiche a diversi concerti, e la scelta come nostro cantante è stata, oserei dire, quasi scontata!

L’ultimo tassello della band è stato il chitarrista Roberto Manfrinato, anche lui nei già citati Eruption, che al contrario di Manuel si è fatto un pò desiderare…ahahah! Lo abbiamo dovuto “corteggiare” per qualche altro mese prima di portarlo a bordo, visto che in quel periodo era parecchio impegnato in una serie di progetti vari… però alla fine ce l’abbiamo fatta, ed il suo grande apporto nel creare la giusta alchimia all’interno della band ha ampiamente ripagato l’attesa!

Questa è stata la line-up dei primi tre anni della band, con cui abbiamo scritto e registrato il primo disco “Better Beware!”, e fatto i primi 4 concerti a suo supporto.

Dall’autunno 2017, il posto dietro le pelli è stato preso da Ivan Carsenzuola, anche lui nostra vecchia conoscenza dell’ambiente musicale della zona, con un’esperienza da batterista ultra-ventennale, che si è subito integrato alla perfezione nel gruppo, dando anch’egli un contributo fondamentale nella composizione dei brani del nuovo disco.

C’è da dire che il già citato Andrea Garavaglia – pur non suonando più nella band – è comunque rimasto il nostro “sesto fantasma”, dato che il nuovo album “Zero Hour Is now” è stato registrato, mixato e masterizzato da lui, presso i suoi Octopus Studios di Magenta (MI): il suo supporto nel rendere questo disco così come lo potete sentire adesso è stato assolutamente fondamentale.

I testi delle canzoni di “Zero Hour is now” paiono molto “personali”. Vuoi sviscerarli un po’ ai lettori di GM.it?

Volentieri! Come già è accaduto con le liriche del nostro disco d’esordio, non mi sono fatto mancare niente in termini di temi e argomenti trattati: questo sia per piacere personale, dato che le fonti di ispirazione sono sempre parecchie, anche molto diverse tra loro, sia perché ci tenevo a dare all’ascoltatore una certa varietà per quanto riguarda i testi.

Si passa quindi da fonti cinematografiche, come “Aboard The Rattling Ark” che è ispirato al film “Snowpiercer”, a fonti letterarie, come “The Road”, ispirato dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy: entrambi sono caratterizzati da scenari post-apocalittici, che da sempre sono per me di grande interesse! Si passa inoltre da citazioni più colte come “Begone!” che tratta della cacciata di Lucifero dal Paradiso, a temi di ispirazione più leggera come “Schattenjäger”, ispirato ad un videogioco degli anni 90 chiamato Gabriel Knight, di cui ai tempi ero molto appassionato!

Oltre ai brani la cui ispirazione proviene da altre opere, all’interno del disco ci sono comunque canzoni i cui testi trattano argomenti più personali, di esperienze comuni e rapporti interpersonali, come ad esempio “Redemption” oppure “Either You or Me”.

So che state per iniziare un’intensa attività dal vivo, come ormai consueto da parte vostra. Quando e dove inizierà?

Beh, come tutti sappiamo, la situazione Coronavirus ha messo in standby tutti i progetti di esibizioni dal vivo a tutti i livelli, dai grossi nomi, ai gruppi underground. In tutto ciò anche noi ne siamo rimasti ovviamente coinvolti, avendo dovuto annullare tutta l’attività Live promozionale organizzata, che prevedeva 8 date in tre mesi in tutto il Nord Italia nel periodo Marzo-Giugno. Questo è logicamente un brutto colpo per noi, dato che il disco appena uscito non verrà supportato adeguatamente dagli abituali concerti, e anche dal punto di vista economico non avremo quelle entrate che arrivano sia dai cachet delle date che dai CD e il merch venuti ai Live. Tutto questo passa ovviamente in secondo piano, di fronte alla serietà dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo a livello globale: la salute di tutti è la cosa più importante in assoluto, ci mancherebbe! Quello che possiamo sperare è che la normalità possa ritornare il prima possibile, e quando verrà questo momento saremo prontissimi a riorganizzare i concerti, per poter tornare a fare quello che ci piace di più in assoluto: suonare dal vivo per voi!

Bene, siamo ai saluti finali. A te la parola.

Vi ringraziamo nuovamente per lo spazio che ci avete concesso, per parlare del nostro nuovo lavoro: in questo momento particolare, ogni supporto, anche piccolo, è fondamentale per noi BLACK PHANTOM! Invitiamo i lettori di GiornaleMetal.it, nel caso in cui non l’avessero già fatto, a dare un’ascoltata a “Zero Hour is Now”, che si può trovare agevolmente su tutte le principali piattaforme digitali (tipo Spotify e YouTube) gratuitamente… e se vi dovesse piacere, fate un salto sul nostro sito di e-commerce http://blackphantom.bigcartel.com per acquistare i nostri CD! Grazie a tutti …STAY HOME, STAY METAL!!

Alessio Secondini Morelli

Tags: interviste
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