Antonius Rex da sempre rappresenta una icona del dark sound, non solo musicale. Un nome importante, quello di Antonio Bartoccetti, che ha disseminato la discografia italiana e mondiale di opere non certo alla portata di tutti, ma eccezionali. La sua presunta morte, perché, almeno leggendo tutto quello che si trova in rete, il decesso del 2017 deve essere ancora ufficializzato, ha scatenato una serie di recuperi, fra i quali questo disco del 1977, che ha già visto almeno una ristampa.
Con questo “Zora” Antonius Rex aveva infilato un’altra perla alla sua produzione con Jacula e altri gruppi, o per meglio dire insieme di musicisti che si univano per i progetti di questo poliedrico ma anche molto misterioso artista maceratese, uno degli esponenti di punta del mondo del prog italiano, che vede di tanto in tanto recuperare le sue migliori produzioni grazie anche al supporto della mai tanto celebrata come dovrebbe etichetta Black Widow Records.
La musica, definita a ragione hoccult prog, è certamente di grande livello e resiste all’usura degli anni, rafforzandosi nel suo esoterismo lirico e sonoro. “Necromancer” è un brano che evoca una danza degli spettri, giocato su un pianoforte che si intreccia a sonorità più introspetrtive e ci proietta nel mood di un disco molto horror, molto bello, in piena linea con le alte aspettative che ogni uscita di Antonius Rex e delle altre denominazioni di Bartoccetti hanno sempre generato. Un basso detta la linea in “The Gnome”, brano aggiunto successivamente, dove si narra una storia, con un sottofondo prog anni settanta molto cadenzato, con qualche fuga di organo e una atmosfera da colonna sonora da film dell’orrore, con un grande bilanciamento e una orchestrazione di classe.
Il brano che dà il titolo è “Zora”, un tributo a questo , che in tempi più recenti è stato riproposto con successo dai Death SS, che è stato forse snobbato quando usciva regolarmente, per essere rivalutato poi, come spesso accade. Il brano presenta una ottima dinamica, con un cantato che sembra provenire dagli inferi.
I musicisti che suonano in “Zora” sono ovviamente Antonio Bartoccetti alla chitarra, la sua compagna e madre di suo figlio Doris Norton alle tastiere(mini Moog, Pinchi Organ, Hammond) e Albert Goodman alla batteria, scomparso nel 1978.
“Spiritual Seance” racconta di un rituale satanico, con la magia del racconto e tanti effetti speciali, organi super-evocativi e rumori spettrali, per una specie di messa diabolica, per 10 minuti di intense suggestioni, grazie anche alle invocazioni in latino di una voce femminile. Nonostante le poche copie diffuse all’epoca, fece discutere questa “Morte al Potere” dove una voce femminile canta in italiano, ci sono molti accenni anche psichedelici.
Un disco da ascoltare sicuramente, per chi ama il genere, assolutamente consigliato a chi vuole fare un viaggio indietro nel tempo con una musica immortale e inquietante, una gemma recuperata e rimessa a nuovo.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















