I finlandesi Aegrus arrivano a noi con questo EP dal titolo “The carnal temples” sotto la Osmose Productions; dopo aver fatto uscire un album nel 2019 per la Saturnal Records dal titolo “In manus satanas”.
Va detto che la band è attiva dal 2006 ed ha al suo attivo solo quattro album, tra cui quello appena menzionato; quattro uscite “minori” tra singoli ed EP; quindi la partecipazione a due compilation ed infine tre demo dei primordi ed in auto produzione a cavallo tra 2006 e 2013.
Detto ciò, il risultato dei ventisei minuti di musica proposta è un black metal, squisitamente scandinavo ovviamente, senza fronzoli e se da un lato risulta genuino dall’altro è un “già sentito e già visto”.
Strutture e stilemi tipici, quindi senza nulla da togliere e d’aggiungere a ciò che si è sentito in questi anni. Rispetto al “solito” va ammesso che la produzione è più “strutturata”; nel senso che il risultato delle takes è migliore al solito.
Ovvero non siamo di fronte ad una “produzione cantatù” ma ci sono gli strumenti che si sentono in modo dignitoso, abbiamo un prodotto qualitativamente buono a livello di scelte da mixer. Forse avrei ridotto il riverbero ed il dealy sia sulla voce che sui tamburi, ma è più una faccenda personale.
Basso praticamente non pervenuto, come spesso accade nel metal estremo quindi se vogliamo non è “un errore” solo della band finnica; le chitarre sempre in pieno meccanismo di tritoni profusi a piene mani. La voce in standard scream, a cui si affianca un growl come controcanto come raddoppi in alcune parti e non particolarmente invasivo. Va ammesso che parzialmente la band aggiunge degli stacchi e dei momenti quasi melodici che rendono i brani si prolissi, ma interessanti e non “monotoni”.
Diciamo che personalmente “The carnal temples” e “Flesh and blood” mi hanno colpito parecchio, apertura e chiusura alla fine. Certo anche le due tracce non nominate hanno una propria dinamica ed una propria dimensione, ma mi hanno meno ispirato.
Diciamo che questo EP è sicuramente un lavoro interessante per gli amanti del black metal troveranno certamente questo lavoro molto interessante, chi non è adepto della “fiamma nera” difficilmente si approcceranno a questo lavoro.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin















