A oggi, Adna ha realizzato tre dischi rispettivamente: “Night” del 2014, “Run, lucifer” datato 2015 e “Closure” nel 2017; quest’ultimo parecchio osannato dalla critica. Ora siamo al quarto lavoro dal titolo “Black water” che continua i lavori precedenti aumentando, se vogliamo, le parti ambient e una forma parecchio intimistica.
Prima di andare oltre va specificato che siamo di fronte ad un lavoro che non è metal e nemmeno rock, ma parecchio interessante comunque. Abbiamo tra le mani un lavoro di cantautorato che si avvale di parecchia elettronica e di un minimalismo desueto, ma molto funzionale. A dimostrazione che non vi è per forza bisogno di distorsioni e di altro per dare emozioni e trasmettere sensazioni e sentimenti.
In primissimo piano la voce, in stile purtroppo pop, ed in secondo piano il resto delle strumentazioni composte principalmente da synth, a cui si affiancano chitarre appena accarezzate e percussioni sintetiche che permettono di avvolgere la voce di lei che sia nei momenti più “soffusi” a quelli più “forti”.
Ottime le post produzioni e se pensate che sia “ovvio” dato che siamo di fronte ad un utilizzo alto di elettronica, ma non è minimamente così. Spesso e volentieri l’elettronica se non gestita bene è “più danno che guadagno”. Quindi doppia sorpresa, da un lato ottime composizioni e dall’altro una post produzione di altissimo livello.
Dei dieci brani che sono parte di questo album vi direi “Kad Procvatu Behari” che è un tributo alla sua terra natale(lei è Adna Kadic ed è di origini bosinache), “Elswhere”, “November”, “Bloom”, “This, now, here” che chiude l’album e “Darkness born in youth”.
Di certo un lavoro per chi è aperto di mente, certamente un lavoro che è possibile ascoltare nella tranquillità della propria camera o in un momento di meditazione. Un lavoro nei fatti sia intimistico, ripeto, che emotivamente intenso.
Composizioni eteree, arrangiamenti molto coinvolgenti, produzioni alte e molto azzeccate seppur minimaliste e del processo “less is more” ottimamente calcolate e scritte.
Concludendo siamo di fronte ad un lavoro bello, intenso e valido. Vi invito ad
ascoltarlo se avete bisogno di un momento di calma, di un momento di raccoglimento potenziato dalla voce di una cantante veramente abile e brava.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















