Zakk Wilde, l’ormai mitico e più longevo axeman di Ozzy Osbourne, nonché leader del progetto Black Label Society, è di casa da decenni nell’entourage dei Black Sabbath. E nei ritagli di tempo ha messo su una cover-band a nome Zakk Sabbath, chiaramente celebrativa dei mitici Sabs, con il bassista Blasko (sempre alla corte del Madman) ed il batterista di Danzig e Queens Of The Stone Age Joey Castillo (non si sa di alcuna parentela con il defunto Randy Castillo, che in passato fu drummer sempre con Ozzy). Dopo un EP live, i nostri tornano discograficamente con un album che celebra il cinquantennale del primo omonimo album della creatura di Tony Iommi. L’album s’intitola “Vertigo”, in onore della mitica label che sdoganò i Sabbath ai bei tempi, ma si tratta in realtà della pura e semplice riproposizione dell’intero primo omonimo album dei Black Sabbath. Attualizzata con dei suoni relativamente più puliti e “prodotti”, ma assolutamente non stravolta e caratterizzata invece da un buonissimo fascino “studio-live”, similare alla versione originale, che Zakk si è imposto, per la realizzazione di questo verace tributo, proprio all’uopo di omaggiare l’album-pietra miliare in questione senza rimodernizzazioni che facessero storcere il naso ai fans più sfegatati (tra i quali, lui stesso). Evidentemente, Zakk con quest’album-mito ci è cresciuto fin da ragazzino. Ed essendo americano, in gioventù avrà ascoltato per prima la stampa iniziale realizzata in USA dalla Warner. Dico questo perché su “Vertigo” non troverete la cover dei The Crows “Evil Woman”, popolare singolo tratto dall’album, bensì al suo posto è presente una versione abbastanza fedele di “Wicked World”, B-side di quello stesso singolo e piazzata in scaletta esclusivamente nella prima stampa americana, appunto, di “Black Sabbath”. Sono rigorosamente riportati in scaletta i titoli aggiuntivi, tipici sempre di quella versione, delle parti strumentali di intermezzo. Come “WASP” e “A Bit Of Finger” (vale a dire l’assolo di basso di Geezer Butler che precede “N.I.B.”, reso molto bene dal bravo Blasko). Insomma, “Vertigo” è in tutto e per tutto una celebrazione del cinquantennale di pubblicazione di “Black Sabbath” (e di rimando, della nascita dell’intero genere Heavy Metal), nella sua versione iniziale statunitense. Come ho già detto, il rigore con cui le tracce sono state riprodotte è encomiabile. Del resto, le poche variazioni sono da rimarcare principalmente in uno stile chitarristico relativamente più “virtuosistico” che è quello di Zakk Wylde, e in un down-tuning generale presente in tutta l’opera. Che è forse l’unico cambiamento realmente eclatante, e che non sono ancora riuscito ad accettare. Voglio dire: è pur vero che da quest’album originò il Doom Metal (e lì di down-tuning ce n’é quanto ne volete e pure di più)… ma una “Black Sabbath” eseguita in MI minore invece che nella canonica tonalità “piezz’e core” del SOL minore mi lascia forse un pochino scombussolato. Una cosa che invece risulta vincente è… la capacità dello stesso Wylde di cantare “alla Ozzy”. Vi giuro, non ci volevo credere. Pensavo fosse la voce dell’album originale campionata e rieditata per l’occasione. Non so come ha fatto Zakk, ma ciò merita un encomio di più per lui, che ha voluto omaggiare in questo modo “Black Sabbath” fino a questo livello. Del resto, “Vertigo” non è null’altro che un tribute-album integrale. E segue la linea di tutti i prodotti similari. Se adorate l’originale come un disco-leggenda e vi fanno rizzare i capelli le copie-tribute, restatene alla larga. Ma ricordate sempre che Zakk Wylde è Zakk Wylde. E lui in casa Ozzy/Sabbath bazzica praticamente da una vita. Se amate lo stile di Zakk, e se siete fan di Ozzy solista e/o dei Black Label Society, date una possibilità al disco-tribute degli Zakk Sabbath. Dopotutto, lui oltre ad essere un grande ed influente chitarrista, è un fan tanto quanto voi. E tenete presente che quest’album NON sarà disponibile in digitale. Ma solo in CD-digipack, in edizione speciale con DVD del making of e in vinile giallo a tiratura limitata! WOW!!! Miglior “tribute” di questo…
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















