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Concerto all’alba a Taranto, metafora di rinascita
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Concerto all’alba a Taranto, metafora di rinascita
Concerto all’alba a Taranto, metafora di rinascita

Concerto all’alba a Taranto, metafora di rinascita

Un concerto voluto dal direttore artistico del “Taranto Jazz Festival”, il musicista Antonio Oliveti e organizzato sotto l’egida dell’Amministrazione Comunale targata Melucci, in contrada Cimino-Manganecchia

Si è tenuto domenica 30 agosto, alle 5.00 del mattino, in zona Cimino, un’emozionante concerto per celebrare la bellezza del sole che sorge, per l’occasione squarciando il grigiore delle nubi e la pesantezza del clima afoso.

Sul piazzale che ha come sfondo la splendida cornice del Mar Piccolo, 200 ospiti circa hanno potuto assistere al concerto tenuto dai noti musicisti Mirko Signorile, pianista jazz di fama internazionale e Nabil Bey, voce e fondatore dei Radiodervish, che hanno presentato “Bakhur” (“incenso” in arabo) il nuovo progetto nato dalla loro collaborazione.

Entrambi sensibili interpreti delle rispettive culture mediterranea e libanese, in “Bakhur” il duo Signorile Bey ha operato una rivisitazione per voce, percussioni e pianoforte, del repertorio più noto della musica araba. Il progetto musicale si presenta come un viaggio attraverso i brani dei maggiori protagonisti della canzone mediorientale, che hanno segnato la storia musicale araba. Particolare attenzione è stata riservata a Fairuz, (pseudonimo di Nouhad Haddad (in araboفيروز‎, Fayrūz, ossia turchese) cantante libanese ed autentica star delle sonorità orientali che rappresenta il nome di maggior rilievo della musica araba nel ventesimo secolo. I testi delle sue canzoni narrano romantiche storie d’amore oppure rimandano ad argomenti di carattere patriottico nei quali esprime la nostalgia per la vita semplice e l’amore per il proprio paese. E proprio i suoi canti hanno dato inizio allo spettacolo reso ancor più magico dalla luce blù cupo che avvolgeva l’atmosfera e dalla sorprendente scenografia realizzata da “La Factory” di Alessandra Pischetola.

Presenti in rappresentanza dell’amministrazione comunale, gli assessori Fabiano Marti e Fabrizio Manzulli, sempre disponibili all’ascolto delle esigenze del territorio e alla attiva collaborazione per la realizzazione delle valide propose sottoposte alla loro attenzione dalle varie associazioni di promozione culturale operanti sul nostro territorio. Numerosi gli sponsor che hanno voluto contribuire alla realizzazione dell’evento tra cui “Provinciali” per luci e service; “Nuovo turismo” per l’igienizzazione degli spazi; “De Lorenzo” per la fotografia e ancora molti altri commercianti locali.

Il pubblico ha potuto seguire il concerto ordinatamente seduto sul piazzale, o sulle barche ancorate al pontile, rese visibili da grandi sfere luminose. Ai brani arabi si sono alternate le canzoni di Domenico Modugno che hanno fatto la nostra storia musicale, ed i pezzi più conosciuti ed amati dei Radiodervish. Quando il sole era già alto ha fatto il suo ingresso in campo lo stesso Antonio Oliveti, nel ruolo di percussionista e, con il pezzo strumentale “Galaha” eseguito con l’abilità e la padronanza che connotano la sua cifra stilistica, ha elettrizzato i presenti desiderosi di muoversi a tempo di musica. Caffè e cornetto per una colazione collettiva all’insegna del buon umore ma anche di tanta commozione e stupore hanno concluso una splendida mattinata che testimonia quanto di bello possa nascere dalla sinergia tra diversi attori.

In questa alba magica e seducente abbiamo avuto il privilegio di vivere un’esperienza unica ed inimitabile in un posto dove il contatto con la naturale bellezza del luogo è più intimo ; un luogo dove natura e spirito sembrano convivere in una ritrovata armonia; dove le acque generose del Mar Piccolo sono fonte di sussistenza per pescatori e allevatori di mitili. E dove i runners possono allenarsi in libertà e sicurezza respirando il profumo dei pini.

Un’alba che potrebbe simboleggiare la rinascita di un’intera città, non solo dopo il recente periodo di forzato confinamento, ma che potrebbe anche tradursi in espressione di consapevolezza del proprio essere; un’alba metafora del desiderio di rinascita, della volontà di vivere da protagonisti e non da spettatori e del bisogno di riappropriarsi della propria vita senza addebitare al fato o ad avversi numi gli esiti di personalissime scelte fallimentari. Un momento di condivisione della bellezza come ce ne vorrebbero tanti altri per alimentare l’orgoglio dell’appartenenza ad una terra ricca di potenzialità e talenti che molto ancora hanno da esprimere.

Daniela Gerundo

Tags: live report
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