I Fleetburner sono un progetto del chitarrista e compositore olandese Kevin Storm e per chi non lo sapesse è stato membro di : AUTUMN, HEIDEVOLK e CARDAMON. Il fatto di aver avuto il privilegio di ascoltare in anticipo il loro esordio, dal titolo omonimo, mi riempie il cuore di emozione.
L’album uscirà il 25 settembre prossimo per Butler Records ed è una botta fotonica.
Prima di entrare nel nucleo dell’album vi lascio un paio di informazini aggiuntive:
Il il cantante Ken Simerly , il bassista Peter Iwers (ex In Flames, ex Cyrha), il batterista Tomas Myklebust (Mistur e Galar), e il tastierista Veli-Matti Kananen (Kalmah, One Morning left).
Come se non bastasse ci sono collaborazioni, all’interno dei vari pezzi, con Christopher Amott dei Dark Tranquillity ed ex Arch enemy; Nils Courbaron dei Sirenia e le cantanti Masha Arkiphova e Agnete M Kirkevaag rispettivamente cantanti degli Arkona e dei Madder mortem.
Un esordio veramente con i fiocchi. Grandi nomi e altrettanti grandi risultati.
Quello che i Fleetburner fanno è un mix tra sonorità avant garde con delle atmosfere oscure e melanconiche con delle vocalità assolutamente toccanti e sognanti ed un pizzico di rabbia devastante. Delle batterie devastanti, massicce ed inesorabili, supportate da un basso incalzante e delle chitarre ottimamente suonate e composte. La voce spettacolare e a differenza di quello che si potrebbe pensare è pulita e non in growl e/o scream. Cosa che per altro crea una malia e allo stesso tempo un’atmosfera veramente speciale. Le scelte in post produzione sono state più che ottime e gestite da Hans Pieters (After Forever ed Hail of bullets) sia per il mixing che per il mastering e che dimostra oltre ogni dubbio cosa serva il mix corretto ed il master fatto ad hoc.
Delle undici tracce che compongono l’album faccio fatica a decidere quali possano essere le migliori, ci provo comunque con: “The passenger” di cui per altro hanno fatto anche il video, “The beach”, “The course”, “Below the waves”, “Open water” e “The deep” sono quelle che mi hanno colpit di più. Sia chiaro personalmente questo lavoro è da assimilare dall’inizio alla fine e questi undici pezzi sono ottimi tutti.
In conclusione questo è un esordio con i contro fiocchi. I Fleetburner sono veramente una chicca in questo 2020 così anomalo e così particolare. In attesa del loro prossimo lavoro, auspicando che sia dello stesso livello qualitativo di questo.
Fossi in voi mi accaparrerei una copia di questo esordio, perché ne vale la pena.
Voto: 9/10
Alessandro Schümperlin















