Madrigalistic Power Metal! Questa è la nuova etichetta che ho deciso di coniare relativamente ai Winter’s Verge, veterani della scena europea provenienti dall’isola di Cipro, che con questo “The Ballad Of James Tig” arrivano al non trascurabile traguardo del settimo album. I nostri ci propongono, infatti, un Power non standardizzato, dal sapore fortemente epico, evocativo e, soprattutto, basato su tutt’altri ritmi rispetto a quelli super-speed classici del genere. I ciprioti infatti preferiscono basare le proprie composizioni su tempi tra il semi-cadenzato ed il “cavalcante”, per poter meglio strutturare delle parti vocali e delle orchestrazioni che sanno, appunto, di madrigali dal gusto assai classicheggiante. Spesso, in alcune sezioni, con il solo supporto di pianoforte ed orchestra a sostenere le evocative vocals. Per far questo occorre un cantante dall’ottima espressività e dal solido bagaglio tecnico, e non vi è dubbio che il singer George Charalambous sappia il fatto suo in questo senso. Oltretutto, spesso e volentieri viene utilizzato come contraltare il cantato lirico femminile (interpretato ottimamente da Teodora Stoyanova Freya), e questo non fa altro che aggiungere valore complessivo all’opera. Ciò che è interessante oltremodo è il particolare concept presente su tutto il disco, che narra della mitologica avventura del personaggio del titolo, James Tig, alla ricerca del mostro marino che gli tolse la famiglia quand’era ragazzo. Il tutto trova degno compimento con la title-track finale, appunto “The Ballad Of James Tig”, compendio alla storia narrata di sapore fortemente folkeggiante. Il risultato finale ha un forte fascino, ed attesta l’intero genere Metal (e soprattutto Power Metal) su un alto livello di potenziale narrativo. I Winter’s Verge meritano senz’altro la propria fama. Ed auguro loro sempre il meglio, visto il complesso lavoro tecnico-compositivo di cui si sono resi protagonisti con l’album in questione.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















