OK, ormai penso che, a parte alcune sommarie “danarose” reunion parziali, l’avventura degli Yes sia bella che conclusa con il decesso (purtroppo) del leader Chris Squire. Ma siamo sicuri che questo significhi la fine brusca della creatività che ha caratterizzato tutti i più grandi musicisti che hanno fatto parte della più grande band di “Romantic Rock” inglese? Almeno secondo il mitico tastierista Rick Wakeman, assolutamente no! Difatti, a sua detta, pare ci sia ancora molto da dire… e da suonare. E il nostro ci sforna un nuovo album solista, titolato “The Red Planet”, in uscita il 28 di agosto. 8 composizioni nuove di zecca, da parte di colui che rimane pur sempre uno dei keyboards-players più influenti nella storia del Progressive Rock. 8 brani strumentali, pieni del suo consueto virtuosismo e dei suoi altrettanto consueti retaggi classici (ed in parte Fusion), e pieni di suoni di keyboards estremamente variegati, almeno quanto variegati e ben incastonati sono gli ambienti sonori esplorati dal nostro. Si parte con un inizio solenne con il brano “Ascraeus Mons”, zeppo di partiture organistiche che farebbero schiattare d’invidia i migliori Goblin, mentre altrove possiamo trovare, ovviamente, atmosfere consone agli Yes, comprensive di larghe sezioni soliste di Synth analogici (immancabili quando si tratta di Wakeman), nonché paesaggi sonori più tranquilli e rarefatti, con un retrogusto Fusion, anche per l’uso delle chitarre. D’altronde, il prode Rick ha dalla sua una backing-band di tutto rispetto, comprendente il chitarrista Dave Colquhoun, il bassista Lee Pomeroy ed il batterista Ash Soan. E proprio l’interazione di questo ensemble di musicisti così particolareggiato pare davvero dar l’idea di un Wakeman relativamente rivitalizzato. Cosa possiamo dire, in conclusione? Sicuramente un album che si avvicina a livello qualitativo ai suoi album solisti più blasonati come il pluricitato (anche nella bio) “The Six Wives Of Henry VIII” oppure il più orchestrale “The Myths And Legends Of King Arthur And The Knights Of The Round Table”… pur sembrando più in linea con l’altrettanto incensato “Rick Wakeman’s Criminal Record”. Il nuovo album solista di Wakeman riuscirà a diventare altrettanto “epocale”, soprattutto in un periodo storico in cui la Trap e la Reggaeton relegano generi come il Prog Rock a roba di nicchia? Questo, solo i posteri ce lo sapranno dire…
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















