I Mentalist sono una nuova band tedesca, che annovera nelle sue fila anche l’ex-batterista dei Bling Guardian Thomen Stauch, fautrice di un ottima mistura di Melodic/Prog/Power Metal. L’esordio discografico “Freedom Of Speech” risulta forse un potroppo prolisso nei suoi 67 minuti, ma contiene parecchi elementi interessanti. Innanzitutto, una certa cognizione di causa compositiva, dove le chitarre vengono sempre intelligentemente utilizzate per proporre complesse ma accattivanti e melodiche partiture, capaci di mandare in visibilio tutti gli amanti della 6-corde metallica. E poi… una produzione eccellente. Cristallina quanto energica, mai troppo artificiosa e capace di valorizzare in toto le composizioni della band, le quali risultano costantemente su una media molto alta, priva di sterili manierismi. Del resto, abbiamo delle moderate orchestrazioni che incorniciano bene l’elemento Power dei Mentalist, ed una tendenza alla drammaticità del Prog, specie nella seconda metà del disco, perfettamente esemplificata dalla mini-suite “The Deal/Devil’s Game”. Il resto della formazione si dimostra costantemente ad alti livelli esecutivi, e seppur il cantato è quello tipico del Power Metal, la voce di Rob Lundgren appare alquanto espressiva. Un disco molto bello, contenente la giusta sintesi tra musicalità, “progressivismo” ed energia metallica, che ha l’unico difetto di essere forse un po’ troppo prolisso. Ma per il resto, tutto OK.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















