Da un po di tempo, per fortuna, sorgono delle nuove Power Metal bands che si stanno affrancando dagli stereotipi e manierismi passati del genere, cercando di proporre qualcosa di pregevole tanto a livello compositivo quanto concettuale. E dopo l’eccezionale album dei russi Selenseas, ecco i nuovi campioni tedeschi Terra Atlantica. Che con “The Age Of Steam” arrivano al secondo album. Un album d’una certa ricercatezza, anche concettuale. I nostri raccontano una storia di conflitto tra l’Impero Britannico e la risorta civiltà di Atlantide in un diciottesimo secolo alternativo, se ho ben compreso, di chiara matrice Steampunk. La storia viene raccontata con sufficiente pathos ed arrangiamenti drammatici, pur facenti essi parte degli stilemi tipici del Power. Ivi compresi innesti di cori ed orchestrazioni. La tecnica globale dei musicisti non difetta di certo. E le melodie vocali, soprattutto nei refrain, sono abbastanza vincenti. Anche il cantato di Tristan Harders, dall’impronta molto personale, risulta abbastanza discreto e riesce a non farci rimpiangere le voci bianche tipiche dei dischi Power più stereotipati. Sicuramente un album accattivante a livello narrativo e attestatosi su una media tecnico-compositiva piuttosto alta, seppur leggermente prolisso. Un disco destinato ai power-maniacs che amano le storie fantastiche raccontate in musica.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli
















