Veniamo Dal Cielo è il titolo del terzo album pubblicato dalla band italiana Nova (da non confondere con l’omonima band fusion italo-britannica, attiva tra il 1975 e il 1978…). Guidati da una label per eccellenza in campo extreme metal come l’italiana ATMF, i Nova ci immettono nei nostri padiglioni auricolari un prodotto molto particolare, estremo, atmosferico e assai affascinante, sotto tutti i punti di vista. Noi non nascondiamo di certo l’amore verso certe sonorità oscure e destabilizzanti, come nel caso di questo nuovo e folgorante Veniamo Dal Cielo. Un lavoro tirato, potente e granitico dove una solida base black metal si snoda attraverso soluzioni in pieno stile death metal, tramite oltre al suono, un possente growl molto espressivo ed efficace. Il lavoro fatto con le chitarre è molto interessante e trascinante, grazie a delle soluzioni che si allontanano spesso dalle classiche e tipiche schematiche black/death. Ciò significa che la band sa esattamente cosa vuole ottenere dai propri strumenti e mezzi, di cui tra l’altro si sente la padronanza che ha, anche sulle strutture delle canzoni stesse. Si parte subito con una feroce e grezza Veniamo Dal Cielo, dove i nostri subiscono l’influenza della scena nord europea, dove vede la sacra triade black, Svezia, Finlandia e Norvegia in primo piano. Continuando con l’ascolto nella successiva e spettacolare In Lotta Elevata, i Nova si avvicinano molto ai grandi Lunar Aurora, ma solo come stile,in quanto i nostri risultano essere molto personali e con una marcia i più che è quella del cantato i madre lingua. A un primo avviso cantare questo genere in italiano potrebbe sembrare azzardato, ma la band ha la capacità di usare la nostra lingua in maniera davvero ottima, andando a conferire a ogni brano un mood veramente particolarmente unico. Nelle nove tracce e con una durata di circa trentaquattro minuti, i Nova hanno saputo coniugare black, death e folk in maniera davvero eccelsa, andando a fare centro con brani come Fregata Covadonga, Noi Mai Vinti, due delle tracce migliori in assoluto dell’intero già grande album. Senza dimenticare i due minuti e atmosferici de La Guerra Delle Ombre, che fa da preludio a un’altra grande chicca estrema come Crudele Alba, dove gli Immortal di Pure Holocaust ogni tanto fanno da ombra. Che cosa dire poi della venatura thrash di Dio Del Ghiaccio E Del Lampo, letteralmente una mazzata sui denti. Si chiude in bellezza con una gemma sensazionale, Trovare Chiuso, ultimo atto di un album che si pone davvero in alto all’interno della scena estrema europea. Un plauso va anche, oltre che la band, alla label, una fucina di grandi realtà sempre molto interessanti e personali.
Voto: 9/10
Sandro Lo Castro















