Gli Elvetici Exit quasi come se dovessero “timbrare” il cartellino in 25 anni di carriera hanno fatto uscire cinque album, una media di uno ogni cinque anni, ma che come molte cose l’attesa da i suoi frutti. I loro dischi sono sempre delle belle badilate in faccia e questo “Traces of human existence” non è da meno.
Va comunque detto che nel ’99 e nel 2000 fecero uscire due demo, inoltre dall’ultimo loro lavoro sono passati 4 anni e non cinque.
Per chi non li conoscesse dico che la base da cui partono è death/thrash, cambio di registro che si può apprezzare dal loro secondo album “III” del 2009, a cui si affiancano delle sonorità e degli arrangiamenti piuttosto moderni.
Le chitarre risultano piuttosto acute, con parecchi medi e parecchi alti, la batteria è scarna, con tanto di rullante con troppa punta per i miei gusti in parecchi punti dell’album; ma il resto dei tamburi è complessivamente interessante per quello che riguarda la miscelazione e le scelte da banco di regia.
Il basso riesce a sopperire alle frequenze che mancano alle chitarre ed aggiungere alcune di quelle che la batteria è stata privata; il tutto rendendo il complessivo piuttosto armonico.
La voce corposa e cupa da l’aggiunta che serviva a questo lavoro. Interessanti i cambi di tempo e certe svisate nel black e nel grind; principalmente grazie a delle aggiunte di blastbeat inaspettati.
Non male le scelte in mixing e post produzione, fermo restando che avrei preferito sentire una batteria meno “secca”, specie sul rullante, e dare più basse alle chitarre. Ma siamo più nel piacere personale che non in un errore vero e proprio.
“The final youth”, “Miserable life”, “Empire”, “To the void” e la opener “The power the hate the greed” sono le tracce, in ordine sparso, che meritano un ascolto in più e che hanno una speciale capacità di traino. Sia chiaro che anche le quattro non nominate hanno una loro anima oscura molto intensa, ma volendo darvi le punte più alte di questo lavoro ho dovuto fare la selezione.
Concludendo questo “Trace of human existence” è molto interessante e da una svolta energetica a chi lo ascolta. Ve lo consiglio vivamente se vi interessa del materiale energico, compatto e che dia una certa botta alle vostre orecchie.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin
















