I bolognesi Reasons Behind hanno iniziato la loro carriera musicale come una band Symphonic-Metal-con-lead-vocalist-femminile influenzata dall’elettronica. E questo loro secondo album è, perlomeno sulla carta, un album di Symphonic-Metal-con-lead-vocalist-femminile e con l’aggiunta di influenze provenienti dall’elettronica. Né più né meno. Sostanzialmente, si tratta di un album costruito su melodie vocali molto catchy. Il formato canzone è ciò che si predilige, ma con il puntuale contorno di synth elettronici, chitarre metalliche e ritmi vertenti sul Metal moderno. La produzione è perfettamente calibrata sull’amalgama sonora della band… insomma, un album ben confezionato in tutto e per tutto. Forse, ciò che manca ai nostri è appena un po’ di personalità in più. Innanzitutto, voglio ribadire la natura sostanzialmente “poppeggiante” dell’album. Non voglio dire che ciò sia un male, solo sarebbe meglio esser chiari. La tendenza nel genere di riferimento oggi giorno è quella. Vale a dire: più attenzione a dei refrain imediatamente catchy, propensione al formato canzone con composizioni che non vanno oltre i 4 minuti, “incorniciatura” sonora di elementi metal e sinfonici garantita da una produzione adeguata. “Project: M.I.S.T.” è esattamente questo. Di sicuro non è un album epocale. Non è neppure il miglior album del genere, sinceramente… ma neppure il peggiore, dopotutto. Si tratta semplicemente di un buon disco “settoriale” e di maniera, pensato per gli estimatori del genere nella sua forma più “commerciale”. Consigliato a coloro che non vogliono proprio farsi mancare nulla in quanto al genere Symphonic-Metal-con-lead-vocalist-femminile. Stop.
Voto: 6,5/10
Alessio Secondini Morelli















