Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
Si tratta di un lavoro magmatico e istintivo, a tratti sperimentale, che dovrebbe piacere a chi ha voglia di uscire un pò dal seminato. Non si tratta però di metal estremo, solo un pò particolare.
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
Io (Cliff) da sempre scrivo pezzi. Finalmente, ho trovato tempo e modo di darvi una sistemata e lavorarci su in modo omogeneo. Da qui nasce il progetto ‘Meursault Omega, un progetto aperto a diverse soluzioni, a seconda della piega che prenderà nel futuro.
Come è nato invece il nome della band?
Beh, il nome si rifà al personaggio di ‘Meursault’, il protagonista del controverso romanzo ‘Lo straniero’ di Albert Camus. Camus è stato il primo autore a comprendere pienamente e a tradurre in letteratura il cortocircuito dell’epoca contemporanea, un autore talmente avanti che ha anticipato molte tematiche e nevrosi della nostra epoca. Addirittura oggi, ai tempi del coronavirus, viene continuamente tirato in ballo per i riscontri che si ritrovano nel suo ‘La peste’ del 1947 con la situazione attuale. Nel rock la sua presenza non è una novità, ‘Killing an Arab’ dei Cure si rifà proprio alla storia di Meursault. L’Omega che completa il nostro monicker serve invece più che altro a rimarcare le nostre radici metal e nel contempo è un duplice tributo: ai grandi Deathspell Omega e a Buio Omega di Joe D’Amato… tanto per non farci mancare niente!
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Credo che sia un prodotto in linea con il metal moderno che per darsi nuovo slancio deve uscire da alcuni canoni, senza però rinnegarsi. Chi cerca un metal non troppo canonico può trovarci degli elementi interessanti.
Come nasce un vostro pezzo?
Solitamente viene curata molto la struttura ritmica, l’ossatura senza la quale il pezzo non starebbe in piedi. Poi si lavora di cesello, di lima e spesso di randello sul resto!
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Direi ‘War of the Wolves’, per via di diverse soluzioni non scontate a livello compositivo e un testo più legato, come dici tu, alla sfera delle emozioni.
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Devo dire che non abbiamo cercato dei punti di riferimento particolari. Per via dell’uso del distorto, spesso anche sulla voce, ci hanno accostato a questo e a quell’altro, ma credo che l’intenzione era quale di sviluppare un sound quanto più possibile congeniale alle nostre caratteristiche.
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa?
Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? Vedremo, ci terremmo a riuscire a combinare qualcosa dal vivo, anche perché siamo convinti che i pezzi hanno un’ottima resa live, e se capiterà l’occasione ci saremo sicuramente. In quanto alla promozione dell’album, abbiamo siglato un accordo con la Broken Bones Promotion, che sta lavorando molto bene.
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
Al momento no, vista la situazione, ci stiamo più che altro concentrando sul prossimo lavoro in studio. C’è già un bel pò di carne al fuoco.
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
La scena italiana è molto valida, anche se poco coesa. Ci sono parecchi musicisti che ci mettono l’anima in quello che fanno, ma in un contesto poco esaltante come quello attuale, sono più i rospi da inghiottire che le soddisfazioni. Però personalmente ascolto tanto metal italiano e c’è tanta roba buona, quindi bisogna tener duro.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Internet è una grandissima risorsa per i musicisti, con un potenziale immenso e fino a qualche tempo fa inimmaginabile. Il rovescio della medaglia è che è un pentolone talmente grande e scivoloso che qualche volta si rischia di finire dentro la zuppa.
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Credo abbastanza. Scrivere pezzi originali è sempre piacevole a livello creativo e una sfida tecnica nel realizzarli nel miglior modo possibile.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Lasciando stare i mostri sacri, stiamo valutando se coinvolgere uno o più artisti italiani nel prossimo lavoro. E’ un’idea che ci piacerebbe realizzare. Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori? Tenete duro anche voi!
Intervista a cura di Salvatore Drugo















