Dopo aver recensito il loro nuovo e ottimo album “Extreme Extinction”, abbiamo contattato il batterista dei Mass Murder, Alessandro, per scambiare due parole e saperne di più sui programmi di questa bellissima realtà brutal death metal italiana.
Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?
Ciao a tutti, innanzitutto un ringraziamento va a voi di Giornale Metal per averci dedicato il vostro tempo per questa intervista! Extreme Extinction è un concept che descrive l’essere umano dal punto di vista di un alieno visto come un essere superiore che giudicherà l’uomo per i suoi peccati e gli infliggerà pene e torture psicologiche facendolo sprofondare nel suo dolore!
Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?
La band è nata per volere del nostro chitarrista e fondatore Francesco Corcio (ex Necrotorture) che ha messo insieme la prima formazione ai tempi di Aracnofrenik, poi c’è stato un rinnovo della line up e adesso abbiamo raggiunto il giusto equilibrio e affiatamento! Tutti proveniamo da sezioni diverse del metal quali Death, Brutal, Thrash Metal, Stoner Doom e Laura Pausini (ciao Laura ti amo!!!)
Come è nato invece il nome della band?
Il nome Mass Murder suonava bene e rendeva l’idea alla perfezione, quindi tra le varie opzioni è stato scelto!
Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?
Abbiamo cercato di infondere la giusta dose di tecnica, groove e gusto personale all’interno della nostra musica e abbiamo investito molto in un sound aggressivo e massiccio che aggredisse l’ascoltatore, questo grazie al 16th Cellar Studio di Stefano Morabito. Pensiamo che il nostro album possa piacere ai fans dei Cannibal Corpse, Origin, Cattle Decapitation, Cryptopsy…band a cui ci siamo anche ispirati, il nostro album miscela parti più cadenzate e pesanti con parti molto veloci e tecniche, provare per credere!
Come nasce un vostro pezzo?
Un nostro pezzo può nascere in svariati modi: da una semplice jam possono uscire delle idee per nuovi brani, oppure può arrivare l’ispirazione a uno di noi e il brano già viene pensato, poi lo sviluppiamo in salaprove, di base quindi c’è un’idea o ispirazione, ognuno poi ci mette del suo.
Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?
Ruthless Judgement, Nourished Pain e Fed Up! I testi parlano da se!
Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?
Direi assolutamente Cannibal Corpse e Cryptopsy ma anche Origin e Nino D’Angelo!
Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?
Stiamo preparando del materiale per il web visti gli impedimenti dovuti alla pandemia, inoltre stiamo studiando un modo per poter dare ai nostri fan una nostra esibizione live, streaming o dal vivo non si sa ancora, certamente oltre alla pubblicità mediatica stiamo fremendo dalla voglia di andare in tour e portwre la nostra musica in giro, appena sarà possibile partiremo senz’altro!
E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?
Per questo bisognerebbe avere del materiale DAL VIVO, confidiamo nella fine della pandemia così ci potremo mettere a lavoro!
Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?
La scena musicale italiana è piena di band molto valide, il problema è che non ci sono spazi per potersi esibire e i mezzi a disposizione per poter diffondere la propria musica vanno sfruttati bene altrimenti risultano sforzi invani. Diciamo che per una serie di difficoltà dovute dalla burocrazia e dalla crisi è sempre più difficile poter fare musica, questo lo è un po’ ovunque, ma qui in Italia stiamo riscontrando più difficoltà che all’estero.
Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?
Internet soprattutto in questo momento ci sta aiutando a rimanere attivi anche per chi non ci vede o conosce di persona!
Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?
Molto, non è facile da suonare essendo estremo, richiede un’ottima padronanza dello strumento e quindi un solido studio alle spalle, poi anche fantasia perché non è facile far risultare intenso e pesante un brano di poco più di 2 minuti, la difficoltà sta infatti nel non essere ripetitivi e nel creare una giusta atmosfera capace da subito di prendere l’ascoltatore! Noi stessi siamo migliorati mentre componevamo e lavoravamo sui pezzi dell’album, per noi è un grande valore aggiunto.
C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?
Bella domanda, sicuramente George Fisher, Devin Townsend, George Kollias, Pat O’ Brien, Olivier Pinard, Giulio Galati, David Folchitto, Riccardo Rogari, Francesco Paoli, i Nile, i Cattle Decapitation. Tutte le band che ci hanno ispirato! Chissà, magari anche Igorrr.
Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?
Certo! Grazie a tutti per aver dedicato 5 minuti del vostro tempo per leggere quest’intervista e 22 min per ascoltare Extreme Extinction! Seguite i nostri canali digitali quali instagram, facebook, youtube, per citarne alcuni così da potervi tenere sempre aggiornati! Appena sarà possibile andate ai concerti per scoprire nuove band e sostenere l’underground perché ‘ha tanto da mostrare’. Stay Brutal!
Intervista raccolta da Salvatore Drugo















