A dieci anni dal debutto discografico e a sette da “Meir”, che li ha fatti conoscere ai più grazie a James Hetfield e dal principe di Norvegia che entrambi in die differenti occasioni li hanno lodati. la carriera dei Kvelertak ha, però, preso una brutta piega. Qausi due anni fa l’abbandono di Roadrunner Records e poi la separazione dal frontman Erlend Hjelvik, seguita da quella col batterista Kjetil Gjermundrød. Hanno però trovato in: Håvard Takle Ohr e Ivar Nikolaisen, i sostituti per batteria il primo e voce il secondo ed ad inizio anno hanno fatto uscire il loro quarto album in studio “Splid” tramite Rise Records.
Quello che poteva essere una svolta e magari un salto in alto bello corposo è un salto di lato. Le undici tracce, della durata media di cinque minuti, con punte massime oltre i sette e gli otto minuti, riconfermano il loro “Black’n’roll”. L’unica variante è il fatto che talvolta il cantato non è esclusivamente in norvegese, come nei lavori precedenti, ma ci sono tracce anche in inglese. Giusto? Sbagliato? Non lo so… dalla mia, reduce dal “death ‘n’ roll” anni ’90 di Hellacopters e Gluecifer, mi ritrovo a divertirmi e a saltare nel sentire le loro composizioni anche se non comprendo una parola.
Seguendo lo schema dei precedenti lavori, anche le tracce di questo ultimo lavoro tendono a tirarla per “le lunghe”. Il minutaggio è, come accennato, decisamente alto, a esclusione di un paio di fulminanti casi: “Necrosoft”, ed “Uglas Hegemoni”, che sono da 3 minuti una e oltre tre minuti e mezzo l’altra, le altre sono sostanzialmente over quattro minuti. Interessanti anche le comparsate di Troy Sanders, dei Mastodon per chi non sapesse, in “Crack of doom” e di Nate Newton, Converge – Cave In – Old Man Gloom – Cavalera Conspiracy, in “Discord”.E le strutture e le forme di arrangiamenti sono le stesse dei precedenti lavori, quindi combinazioni tra hard rock e punk con intrusioni black.
I brani come “Fanden ta dette hull!” e “Stevnemøte med Satan”, “Bråtebrann”
“Necrosoft”,”Uglas Hegemoni”, “Crack of doom” e “Discord” sono un esempio di quello che ho fino ad ora scritto.
Concludendo mi viend da dire:”nulla di nuovo sotto il sole”, o sotto le fronde delle foreste norvegesi per far battuta, ma come già scritto questa è una conferma che da soddisfazione.
Voto: 7,5/10
Alessandro Schümperlin















