Non si sa molto di questo cantautore folk/rocchettaro proveniente da Firenze. David Schipani ha prodotto il suo mini-album (presumo) d’esordio “David” nel 2018, e si tratta di un tipico prodotto italiano di settore. Buono tutto sommato nella qualità e ben realizzato, anche se non eccezionalmente originale. La dimensione musicale proposta da David guarda molto come influenza, tanto nei testi quanto nella musica, i vari Ligabue, Vasco et similia da una parte. Mentre nella dimensione più acustica il nostro pare più ispirato a gente come de Gregori e Pierangelo Bertoli. I testi, tanto quelli ispirati a piccole storie di vita quotidiana come “Sto per te cantando”, quanto quelli più “ribelli” come “Ci sarà un altro governo” e “La fede e l’imbroglio”, sono composti di una “poetica di periferia” che ha caratterizzato i cantautori citati soprattutto nei loro esordi. Forse verso il finale c’é qualche inflessione verso il basso (“Almeno tentare” effettivamente risulta noiosetta, anche a causa di una performance vocale che non entusiasma tanto)… mentre risolleva un po’ il tutto il brano Folk acustico “Il Giovane Mario”, che con forti reminiscenze “De Gregori-oriented”, narra la storia agghiacciante di una persona che rovina se stessa e la propria famiglia a causa della mania per il gioco d’azzardo, fino al tragico epilogo. Il disco, anche a livello di produzione, è ben confezionato. Diciamo globalmente che l’esercizio di stile sul cantautorato è riuscito, e ci sono anche alcuni spunti personali degni di esser sviluppati. Ma David ha certamente bisogno di trovare una identità musicale e cantautorale che sia completamente sua. Staremo ad attendere gli sviluppi.
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















