Chris Boltendahl ce l’ha fatta! A celebrare in un colpo solo due importantissimi anniversari per la sua band. Innanzitutto, il quarantesimo anno d’esistenza dei Grave Digger. E poi… il raggiungimento del ragguardevole traguardo di 20 albums prodotti, festeggiati con la pubblicazione di questo “Fields Of Blood”, che continua, a quanto pare, la saga Scozzese che tanto ha contraddistinto i Diggers dai ’90s fino ad oggi. Un album dal feeling molto, molto “Gaelico” nei suoi continui interessanti intermezzi di cori di cornamuse… ma anche tanto Metallico. Anthems corali di un’epicità da educandi con titoli bellicosi quali “Gathering Of The Clans”, “The Heart Of Scotland” e “Union Of the Crown”, ritmi infuocati e riffoni cruenti e guerrafondai si susseguono a spron battuto, guidati dalla vociona rauca di Boltendahl, che narra le migliori epopee dell’antica e bellicosa storia dei clans delle Highlands… insomma, tutto in puro stile Diggers. Ad intermezzare il tutto, poi, la struggente ballad “A Thousand Tears”, cantata in coppia con Noora dei finlandesi Battle Beast, ma di argomento altrettanto “partiottico” e battagliero. Cosa dire, quindi? Nulla di nuovo sotto il sole, certo. I Diggers non si smentiscono, e anche se forse si ha l’impressione che il suddetto concept Scozzese sia tirato un po’ troppo per le lunghe (“Rebellion” non si batte comunque!), nonostante l’album non aggiunga grandi novità alle tipiche sonorità (e ai tipici temi trattati nei testi), fa sempre piacere vedere i Grave Digger in forma sempre ottima. Acquisto obbligato per tutti i fans… così come per tutti gli estimatori dell’Heavy Metal teutonico. I Diggers non moriranno mai!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















