Apparentemente la proposta di questa band band nel loro e.p.”Red flag” è di ripercorrere un certo thrash/groove metal stile Pantera misto ai Kreator e Machine Head. Nei cinque brani proposti le tre band indicate sopra, ma principalmente le due americanie, si sentono in modo massiccio. Per entrare nello specifico: riff di chitarra e voce in pieno stile a stelle e strisce e delle band indicate sopra, MA la batteria ha i suoni parecchio secchi e molto vicini a quelli che furono i suoni della batteria dei Kreator. Quello che posso dire in questi cinque brani c’è la voglia di stare in un periodo sonoro ben definito e se pur interessante e che rievoca una certa nostalgia,
risulta allo stesso tempo un filino prevedibile e “già sentito”.
Diciamo che questo EP è buono per la produzione, per la post produzione è discreto, avrei scelto altri suoni per la batteria, ma come accennato il resto è prevedibile e arrivato direttamente dal periodo “Far beyond driven” e “Burn my eyes”. Sinceramente per ascoltare una copia, ascolto gli originali.
“Wintered Tree” è la canzone che mi ha colpito di più, perché si scosta, almeno in inizio, dagli stereotipi delle quattro tracce precedenti.
C’è energia nella band, si “vede” e si sente, solo che manca l’originalità. Tutto troppo prevedibile,esclusa la canzone indicata sopra, e alla fine si rimane delusi parzialmente, a meno di voler vivere ancora a fine anni 90 e primissimi 2000; in quel caso ovviamente il paradigma cambia.Un consiglio spassionato alla band: staccare il cordone ombelicale da Pantera e Machine head principalmente.
Voto: 5/10
Alessandro Schümperlin















