I Dirty Shirley sono una band che raccoglie musicisti molto diversi fra loro per storia e provenienza ma che si ritrovano accomunati dall’hard rock melodico. Alla chitarra troviamo George Lynch, una vecchia volpe della scena hard and heavy, valoroso axeman dei Dokken prima e dei Lynch Mob poi. Alla voce e alle tastiere troviamo il giovane croato Dino Jelusick, personaggio venuto fuori dal mondo dei talent show che si è costruito una buona credibilità artistica. E alla batteria troviamo l’americano Will Hunt che ha suonato con realtà molto popolari come Evanescence e Vasco Rossi. I Dirty Shirley propongono dunque hard rock di qualità, con un gusto melodico e un piglio coinvolgente che potrebbe mietere molte vittime. Il bel riff di Here Comes The King apre le danze. Will Hunt picchia sodo, Dino Jelusick si impone subito all’attenzione e George Lynch dilaga con riff, arpeggi e svisate. Dirty Blues continua con un approccio molto diretto. I Disappear è stato lanciato come anteprima dell’album ed è un pezzo di sette minuti che ci avvolge e ci seduce. George Lynch prorompe in un bell’asssolo al centro del brano. The Dying propone un’atmosfera melodica molto particolare. Hard cadenzato in Last Man Standing mentre Siren Song propone un’andatura nervosa. The Voice Of A Soul e’ un altro brano di sette minuti che si gioca su atmosfere tese e magnetiche. Il cantante rivela di essere capace di belle sfumature e di essere in grado di dialogare efficacemente con la pregevole chitarra di Lynch che ci delizia con fraseggi caldi e intensi. Un riff un po’ sincopato ci introduce Cold. Ancora robusto hard rock in Escalator To Purgatory. Higher ci regala ancora atmosfere calde e avvolgenti con la band che ribadisce grinta e dinamica. Il disco si chiude con Grand Master, un brano semiacustico dal sapore mistico. L’edizione con bonus track prevede un alternate cut di Higher. Dirty Shirley, una realtà da seguire nel metal melodico.
Voto: 7/10
Silvio Ricci















