Giornale Metal
  • Accedi
  • HOME
  • NOTIZIE
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RECENSIONI
  • RUBRICHE
    • Musica
    • Live Report
    • Cultura
    • Editoriali
    • Altre News
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI
Giornale Metal
Astrolabio: il ritorno del “Rock Degressivo Italiano” tra evoluzione, nuove sonorità e identità ritrovata

Astrolabio: il ritorno del “Rock Degressivo Italiano” tra evoluzione, nuove sonorità e identità ritrovata

Dopo dieci anni di silenzio, la band torna con “Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria”: un album che segna una svolta verso l’hard rock grazie a una nuova formazione e a un sound più maturo e incisivo

Band dai tratti unici e distintivi, in origine avevano preso le mosse dal rock progressivo italiano dei ’70, ma con un orecchio sempre attento agli altri generi musicali ed alle proposte musicali più recenti, etichettando in maniera ironica e divertente la loro musica come “Rock Degressivo Italiano”. Son tornati dopo circa dieci anni con l’ottimo Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria che segna una mutazione non solo nella formazione ma anche nel sound, ora virato maggiormente verso l’hard rock grazie all’ingresso di una seconda chitarra. Ma è necessario parlarne con loro per carpire tutte le sfumature di un lavoro ancora una volta ricco, interessante e che si distingue in modo netto nel marasma delle uscite discografiche…

Ragazzi, benvenuti su Giornale Metal! Allora, presentiamo la band ai lettori raccontando un po’ della sua storia, specialmente a chi ancora non vi conosce…

Ciao! Astrolabio è un progetto che nasce a Verona nel 2009, sulle ceneri degli Elettrosmog, formazione progressiva, che nel 2006 diede alle stampe l’album “Monologando”. Gli Astrolabio sono spesso associati al mondo del Prog, e c’è del vero. Tuttavia, a noi piace pensare di essere svincolati da ogni etichetta di genere, cercando di comporre materiale in modo totalmente libero. Per questo motivo, anche prendendoci un po’ gioco dei “catalogatori seriali”, da anni ci piace definire ironicamente la nostra musica “Rock Degressivo Italiano”. Certo, amiamo e veneriamo i maestri del passato, ma abbiamo sempre cercato di evitare un approccio “religioso” e dogmatico nei loro confronti. In ciò che facciamo confluiscono un po’ tutte le influenze stilistiche: dal Progressive classico all’Hard Rock; dal Punk al Cantautorale; eccetera. In questo contesto ci è sempre venuto naturale e, a posteriori diremmo anche necessario, sviluppare un elemento testuale in stretta relazione con una lucida (si spera!) descrizione della realtà e dei paradossi della società, usando spesso un modo grottesco, a tratti fantozziano, che ci pare calzare a pennello per lo scopo.

Son passati circa dieci anni dal precedente I Paralumi Della Ragione! Siete ritornati con la line up ed il sound rivoluzionati… Ne parliamo?

In questi quasi dieci anni non siamo certo stati con le mani in mano! Infatti, ognuno di noi si è investito in progetti personali e/o paralleli, talvolta anche coinvolgendo altri membri della band. Qualche Astrolabio ha pubblicato libri, altri hanno dato vita a divertenti stagioni musicali in formazioni differenti. Ma gli Astrolabio non se ne sono mai andati! Quando ci è sembrava tempo di riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato, lo abbiamo fatto scegliendo anche di operare delle modifiche sostanziali alla formazione. L’amico Massimo Babbi ha lasciato il gruppo, e abbiamo quindi lungamente considerato la possibilità di sostituirlo con un altro tastierista. Così però non è avvenuto poiché, in primo luogo le affinità che ci legavano col dimissionario erano davvero insostituibili, e inoltre eravamo fermamente convinti che la descrizione del contesto messo in scena nell’album, richiamasse con forza la necessità di un sound più duro, più Rock e tagliente rispetto al passato. Dall’unione di queste considerazioni è quindi nata la scelta di inserire nella formazione una seconda chitarra, identificata nel nuovo Astrolabio, Paolo Giberti, amico di lunga data, che aveva le caratteristiche stilistiche e personali più adeguate. Il resto della band è costituito dai membri originari: Michele Antonelli (voce, chitarra, flauto traverso); Alessandro Pontone (batteria); e Paolo Iemmi (basso, voce e cori).

Ascoltando Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria, pur trovandoci in presenza di composizioni dinamiche ed articolate e forti vibrazioni hard, in particolare sabbathiane, ed alternative, con riferimento a quello italiano dei ’90. Ma c’è anche space e psichedelia…

Come si diceva prima, agli Astrolabio piace pensare alla loro musica come se fosse un grande frullatore Rock, dentro il quale confluiscono, si disintegrano per poi mescolarsi insieme tutti gli ascolti musicali del gruppo, che vanno davvero a 360°. Questo approccio ci consente di utilizzare la nostra musica per esprimere nel modo più libero possibile i vari temi che abbiamo voglia di affrontare, così come le nostre sensazioni/emozioni del momento. Ogni genere musicale non è un mero contenitore con limiti, ma diviene perciò uno strumento utile al perseguimento dello scopo e al servizio degli Astrolabio, che piluccano qua e là come in un immenso Giardino dell’Eden-Rock. Nel disco, l’Hard Rock descrive i momenti più polemici trattati; la Psichedelia, le parti riflessive o cupe; il Progressive diviene il linguaggio più efficace per raccontare le complessità dell’attualità sociale. In un mondo che mostra sempre più chiusure, agli Astrolabio piace ancora l’idea di contaminazione, di riuscire a parlare più linguaggi possibili, tentando di non lasciare nessuno escluso.

La situazione che ci circonda, lo stato delle cose, i fatti di cronaca forniscono terreno fertile al vostro modus di stesura delle liriche. Illustriamo il concept di questo lavoro…

Senza troppe pretese di spacciare verità-in-tasca, o eccedere in antipatici atteggiamenti saccenti, da sempre gli Astrolabio sentono il dovere, dal loro piccolo giardino, di esprimere un modesto punto di vista critico attorno alla situazione sociale e, ancor più, culturale, nella quale tutti ci troviamo immersi. Potremmo definire la realtà come un contesto liquido anestetizzante, nel quale l’individuo, colmato di beni di nessuna necessità reale, ormai non ha neppure il minimo interesse nel dibattersi, crogiolandosi piuttosto nel suo prefabbricato benessere. Gli Astrolabio non hanno alcuna aspettativa di cambiare il mondo… Tuttavia, non cogliere l’occasione di esprimere il nostro punto di vista ci sarebbe parso delittuoso.

Il disco, che conclude idealmente la nostra “Trilogia della Comunicazione, completando il discorso iniziato coi due lavori precedenti, è stato concepito come un enorme spazio pubblicitario in cui tutto diviene merce di scambio: dalla democrazia al corpo umano; dalla morale alla religione. Ogni cosa ha un prezzo! Nell’album i brani trovano dunque spazio come a rappresentare ognuno un ideale spot pubblicitario, entro un contesto globale in cui il Mercato è divenuto il vero, incontrastato padrone dell’esistenza degli individui, annichiliti e disumanizzati: da persone a consumatori. E chi non si allinea, è fuori!

Parliamo anche dell’arwork, molto rappresentativo direi!

Ad ogni nostro album, compreso quello dell’era Elettrosmog, è stata data un’estrema importanza alla veste grafica, nella volontà che essa potesse rappresentare fin da subito, attraverso i soggetti e le tonalità utilizzate, il più possibile la musica che vi si trova all’interno. Ci piace pensare che questo sia sempre avvenuto efficacemente e siamo molto orgogliosi di tutte le nostre copertine. Per ogni album abbiamo scelto differenti giovani artisti veronesi, che avevano le caratteristiche necessarie a soddisfare le nostre complicate richieste. Abbiamo trovato dei santi! In passato ci siamo avvalsi del lavoro di grafici, disegnatori e fumettisti. Per “Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria” abbiamo incaricato la giovanissima fotografa e designer, Sofia Catino, la quale ci ha proposto fin da subito l’esplicativa immagine che troneggia sulla copertina dell’album, e che dopo pochissime modifiche si è guadagnata l’aggettivo di definitiva. In essa Sofia ha saputo rappresentare appieno il mondo del mercato e il suo dirompente impatto a livello sociale, includendo, cosa per nulla semplice, anche il senso di dinamicità e ironica ribellione che gli Astrolabio esprimono attraverso la loro musica. Per questo lavoro volevamo un’immagine tra Futurismo e Pop Art… Et voilà!

Ormai è passato qualche mese dalla sua pubblicazione… Come sta andando? Per quel che ho visto, sta ricevendo ottimi riscontri, vero !?

La nostra più grande gratificazione deriva proprio da questi ottimi riscontri. Non c’è nulla di più appagante, per chi realizza con tanto impegno un disco come questo, se non quello di leggere recensioni di ascoltatori qualificati che certificano nero su bianco di aver afferrato appieno il senso stesso che abbiamo voluto dare al nostro lavoro. Da pochissimi giorni dalla sua pubblicazione, abbiamo infatti ricevuto una marea di complimenti e ottime recensioni. Parole che ci hanno riempito il cuore d’orgoglio per l’essere riusciti a centrare il complicato obiettivo di essere compresi così profondamente. Forse, come mai fino ad oggi. Quando ci si chiude in sala prove a lavorare a testa bassa su pezzi nuovi, talvolta anche sacrificando golose proposte live, scegliendo piuttosto di concentrarsi nel realizzare un album nel miglior modo possibile, non è difficile incorrere nel rischio di perdere un po’ di fiducia, mancando appunto i contatti diretti col pubblico. Le buonissime parole che stiamo leggendo in questi giorni sono, anche per questo motivo, ancora più apprezzate.

Come nascono le vostre composizioni? Prima la musica, poi le liriche o viceversa? In sala prove o a casa?

Impossibile dare una risposta netta a questa domanda, perché tutte le sue opzioni sono vere. Ogni pezzo segue infatti una genesi tutta sua. Diciamo che tendenzialmente è Michele ad arrivare in sala prove con un’idea: un giro di accordi, un riff, una frase… e poi, da lì si parte insieme per un viaggio creativo, nel quale cui ognuno contribuisce con il proprio ruolo specifico, ma anche suggerendo soluzioni agli altri, sempre nell’idea di dar vita a qualcosa, il più possibile originale e che si sposi efficacemente col messaggio che il brano vuole portare.

Tornando alla domanda, possiamo dire che a volte parte tutto da un riff di chitarra, sul quale si improvvisa qualche mugugno che in seguito diviene parole; altre volte è invece una frase o un verso particolarmente significativo a richiedere la necessità di trovare il giusto accompagnamento musicale. Altre ancora le due cose avvengono magicamente in modo contemporaneo. Infine, non è un caso raro che in sala prove, mentre si improvvisa un po’ per riscaldarci e per divertimento (!), vengano fuori cose particolarmente interessanti che, una volta estrapolate e messe a posto, divengono poi lo scheletro per nuove canzoni.

Data la sicura poliedricità delle vostre influenze, ci piacerebbe sapere quali sono i vostri ascolti preferiti, sia per quel che riguarda artisti e band del passato, sia se c’è qualcosa dell’odierno panorama che vi colpisce.

Per rispondere a questa domanda ci vorrebbero davvero troppe righe, rischiando comunque di non citare qualcuno di fondamentale, finendo poi per autoflagellarsi per la dimenticanza! Allora, facciamo che per non esulare completamente dalla risposta, citiamo solamente i nostri maggiori riferimenti. In campo internazionale, i nostri totem sono sicuramente gli ascolti di Beatles (progenie di ogni genere moderno), Led Zeppelin (la direzione) e King Crimson (libertà dai vincoli). Se ci rivolgiamo al panorama nazionale, oltre ad ammirare il clima culturale ’70, non possiamo che dimostrare una venerazione per gli Area: il punto di ricerca musicale più alto mai raggiunto in Italia. Inarrivabili!

Come già accennato, i nostri ascolti/influenze spaziano tra generi molto differenti tra loro e citarli tutti sarebbe impossibile. È certo che nell’AstroSound alcuni generi siano particolarmente riconoscibili. Ci riferiamo al classico Progressive inglese; al Rock Progressivo Italiano (che è un genere a sé stante!); all’Hard Rock della prima metà ’70; al Blues… Poi, spesso nelle nostre composizioni si intrufola un po’ di tutto: un rivolto Jazz; del Reggae; del Metal… E questo solo per rispondere parzialmente della parte musicale. Se invece volessimo approfondini anche i riferimenti che influenzano la parte testuale, citando le fonti culturali, cantautorali ma anche (soprattutto) letterarie, l’elenco sarebbe prossimo all’infinito. Da Baudelaire a Bukowski, passando per Eco, Beat Generation e Fo… Va detto che gli Astrolabio sono al servizio della Patafisica: “la scienza delle soluzioni immaginarie”.

Sul fronte live cosa c’è in programma?

Stiamo organizzando qualche concerto in autunno, essendoci presi un’estate sabbatica dopo l’intenso lavoro che ha portato alla pubblicazione del disco. Di certo, al momento c’è la partecipazione a una interessante rassegna cittadina, essendo stati inclusi in una prestigiosa compilation veronese. In ottobre eseguiremo l’album per intero proprio in quel contesto.

Relativamente al discorso live in generale, non diciamo nulla di nuovo mettendo in rilievo le difficoltà nel trovare situazioni interessanti in cui valga veramente la pena di spendersi dal vivo, posto che per noi ogni concerto necessita sempre di essere adeguatamente preparato. Pensiamo che la polemica su “di chi sia la colpa”, se del poco interesse da parte del pubblico per i concerti, dei gestori o del poco coraggio di chi dovrebbe organizzare, sia del tutto sterile. A noi interessa fare musica. Naturalmente ci attira anche la possibilità di eseguirla davanti ad un pubblico, e se se/quando questo avviene ne siamo felici e onorati. Ma, francamente, non siamo gli stessi Astrolabio del 2009: disposti a suonare in ogni bar, anche il più sperduto della provincia, davanti a cinque persone indifferenti, pur di suonare. Oggi ci parrebbe anche di svalutare tutto l’impegno adoperato nel creare la nostra musica. Non pretendiamo certo di suonare negli stadi (!), ma quando le occasioni di suonare dignitosamente scarseggiano, preferiamo concentrare le energie nella fase creativa/compositiva.

Comunque, se non volete perdervi nulla delle possibilità di vedere dal vivo gli Astrolabio, seguiteci sulla nostra pagina Facebook o sul profilo Instagram.

Siete veronesi ed il connubio con Andromeda Relix è naturale! Ed infatti dura praticamente da… “sempre”…

Con Andromeda Relix la collaborazione e l’affinità è stata naturale sin dal primo album degli Astrolabio. Con questa etichetta ci siamo sempre sentiti a casa, compresi e supportati in tutte le nostre espressioni creative, senza mai subire la benché minima ingerenza artistica, cosa che, comprensibilmente ha una grande importanza nelle esigenze di ogni musicista che si propone di realizzare un proprio album. Andromeda Relix ci ha sempre sostenuti in ogni fase con la discrezione e la comprensione che è possibile trovare solo in un contesto familiare. Il suo patron, Gianni Della Cioppa, con noi si è sempre comportato come un vero padre: prodigo di consigli, affetto e aiuto nelle fasi di promozione. All’interno di Andromeda Relix abbiamo inoltre avuto la possibilità di incontrare molti altri colleghi, con alcuni dei quali sono nate delle belle amicizie e collaborazioni, e inoltre abbiamo potuto partecipare ad eventi nei quali si è condiviso palco e pubblico con tanti altri ottimi artisti. Ci riteniamo molto fortunati nell’aver trovato un contesto in cui percepiamo tutta la fiducia riposta nella nostra proposta. Sappiamo bene che nulla di tutto ciò è scontato. Molti altri, non hanno questa fortuna, e ne siamo davvero grati.

A voi la chiusura di questa chiacchierata con le vostre parole!!!

“Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria” ci sta davvero portando grandi soddisfazioni, che ripagano di tutta la fatica e l’impegno del lavoro fatto. Ad oggi, potremmo dire che dopo i precedenti “L’Isolamento dei Numeri Pari” e “I Paralumi della ragione”, questo disco rappresenta realmente un ulteriore sintesi musicale degli Astrolabio.

Eppure… Come nostra consuetudine, essendo del tutto incapaci di starcene con le mani in mano, al momento siamo di nuovo chiusi in sala prove a lavorare a del materiale nuovo di zecca, del quale non possiamo/vogliamo ancora anticipare nulla. In casa Astrolabio le idee non mancano mai, così come l’urgenza di affrontare gli argomenti a noi cari, utilizzando ancora una volta “scatole musicali” che abbiano forme sempre diverse, nel perenne tentativo di trovare soluzioni creative, coerenti ed esplorare possibilità inedite. Stiamo lavorando per voi. Ne vedrete… Oops! Ne sentirete, delle belle!

Tags: astrolabio
CondividiTweetInviaInvia
Articolo Precedente

KATATONIA: in arrivo l’edizione speciale per il 10° anniversario di The Fall of Hearts

Articolo Successivo

BLINDEAD 23 – Deuterium

Giornale Metal

Giornale Metal

Cerca nel sito

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Giornale Metal App

  • TRENDING
  • COMMENTI
  • PIU' RECENTE
IVANHOE – Blood And Gold

IVANHOE – Blood And Gold

02/01/2025
La denuncia choc della ex compagna di Ghigo dei Litfiba: “Mi ha pestata per anni. Ora vuole sbattermi fuori di casa”

La denuncia choc della ex compagna di Ghigo dei Litfiba: “Mi ha pestata per anni. Ora vuole sbattermi fuori di casa”

07/05/2020
Tombe Rock, le immagini della tomba di Jon Lord dei Deep Purple

Tombe Rock, le immagini della tomba di Jon Lord dei Deep Purple

10/06/2020
Editoriale, tutto il mondo del metal italiano compatto #dallapartedisonia

Editoriale, tutto il mondo del metal italiano compatto #dallapartedisonia

14/04/2021
NEBULA – Live in the Mojave Desert Vol. 2 (VV.AA.)

NEBULA – Live in the Mojave Desert Vol. 2 (VV.AA.)

Power Metal Epico da Denver: Siege Perilous presentano il concept album “Becoming The Dragon”

Power Metal Epico da Denver: Siege Perilous presentano il concept album “Becoming The Dragon”

The 69 Eyes annunciano il nuovo EP “I Survive” e omaggiano Thin Lizzy con “Cold Sweat”

The 69 Eyes annunciano il nuovo EP “I Survive” e omaggiano Thin Lizzy con “Cold Sweat”

Evoked Eclipse: alla scoperta di “The Cries Of Evil”

Evoked Eclipse: alla scoperta di “The Cries Of Evil”

MATTADOR – III

MATTADOR – III

23/06/2026
BLINDEAD 23 – Deuterium

BLINDEAD 23 – Deuterium

23/06/2026
Astrolabio: il ritorno del “Rock Degressivo Italiano” tra evoluzione, nuove sonorità e identità ritrovata

Astrolabio: il ritorno del “Rock Degressivo Italiano” tra evoluzione, nuove sonorità e identità ritrovata

23/06/2026
KATATONIA: in arrivo l’edizione speciale per il 10° anniversario di The Fall of Hearts

KATATONIA: in arrivo l’edizione speciale per il 10° anniversario di The Fall of Hearts

23/06/2026

Giornale Metal

Direttore Responsabile: Maurizio Mazzarella

  P. zza A. Merini, 12 - 74121 Taranto

  redazione@giornalemetal.it

  +39 3395020938

GiornaleMetal.it – Contenitore Informativo Musicale

Testata Giornalistica - Iscrizione Registro Stampa N°2/2018 Tribunale di Taranto 26/09/2018
Editore: Mazzarella Press Office
Partita Iva: 02985480736
Giornalista Pubblicista - O.N.d.G. N°138263
C.F. MZZ MRZ 78H11 L049 J

Informativa

Privacy Policy
Cookie Policy

© 2020 GIORNALE METAL - P. IVA 02985480736

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • HOME
  • NOTIZIE
  • INTERVISTE
  • MULTIMEDIA
  • RECENSIONI
  • RUBRICHE
    • Musica
    • Live Report
    • Cultura
    • Editoriali
    • Altre News
  • REDAZIONE
  • CONTATTACI

© 2020 GIORNALE METAL - P. IVA 02985480736

Bentornato!

Accedi al tuo account di seguito

Password dimenticata?

Crea il tuo nuovo account!

Compila i moduli qui sotto per registrarti

Tutti i campi sono richiesti Accedi

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Accedi
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi riteniamo che tu ne sia contento.OkRifiutaLeggi di più