Il Medimex rappresenta una straordinaria opportunità di promozione e sviluppo per Taranto, ma l’organizzazione dei servizi a supporto della manifestazione deve compiere un ulteriore salto di qualità. È la posizione espressa da Casartigiani Taranto, che pur riconoscendo il valore internazionale dell’evento, segnala alcune criticità emerse durante i giorni della manifestazione e rilancia la proposta di istituire un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e operatori economici.
Secondo l’associazione degli artigiani tarantini, eventi di questa portata possono trasformarsi in un importante motore di crescita per il territorio, ma richiedono una programmazione condivisa e una gestione più strutturata.
«Le diverse criticità emerse durante la manifestazione sono lo specchio di una gestione ancora poco strutturata e approssimativa dei grandi eventi cittadini», evidenzia Casartigiani, sottolineando come sia ormai indispensabile creare strumenti permanenti di confronto finalizzati a programmare, coordinare e prevenire le problematiche organizzative.
Tra le questioni segnalate figurano le difficoltà legate alla mobilità urbana, alla gestione dei flussi di persone e alla distribuzione dei prodotti durante la manifestazione.
Particolarmente significativa, secondo l’associazione, sarebbe stata la situazione registrata nella notte di sabato al termine dei concerti, quando numerosi cittadini e visitatori si sarebbero ritrovati senza adeguati collegamenti a causa della sospensione del servizio navette proprio nelle ore caratterizzate dal maggiore afflusso di pubblico in uscita dall’evento.
Una circostanza che avrebbe provocato disagi e lunghe attese per molti partecipanti.
«I tassisti tarantini si sono messi a disposizione andando ben oltre il normale servizio», afferma Alessandro Miccoli. «Molti hanno prolungato i propri turni fino alle 3 del mattino, nonostante fossero in attività già dalle 12, mentre altri colleghi, venuti a conoscenza delle difficoltà e delle numerose persone in attesa, sono rientrati spontaneamente in servizio».
Secondo Miccoli, tuttavia, la riuscita di un grande evento non può dipendere esclusivamente dalla disponibilità degli operatori. «Serve una programmazione preventiva, capace di prevedere le esigenze della città, dei visitatori e dei servizi coinvolti, evitando che le criticità vengano risolte solo grazie alla buona volontà di chi lavora sul territorio».
Casartigiani esprime inoltre perplessità sulla gestione delle limitazioni imposte ad alcune attività economiche. In particolare, l’associazione richiama il divieto di utilizzo e vendita di contenitori in vetro e lattine disposto per motivi di ordine pubblico.
«Non si comprende perché le stesse limitazioni non siano state applicate in maniera uniforme, consentendo invece agli sponsor la distribuzione di bevande in lattina durante la manifestazione», osserva Pierpaolo Carabotta, rappresentante dei titolari delle attività H24.
Secondo Carabotta, si sarebbe determinata una disparità di trattamento che rischia di penalizzare le imprese locali.
«Le attività del territorio investono ogni giorno nella città, garantiscono servizi, creano occupazione e contribuiscono alla crescita economica pagando regolarmente tasse e tributi. Se il principio alla base del divieto è la tutela dell’ordine pubblico, è necessario chiedersi perché questo debba valere solo per alcuni operatori e non per tutti».
L’associazione ribadisce quindi che i grandi eventi devono rappresentare un’opportunità condivisa per l’intero sistema economico locale e non un’occasione nella quale le imprese del territorio si sentano escluse dai processi decisionali.
Da qui la richiesta di istituire un tavolo permanente dedicato ai grandi eventi, coinvolgendo stabilmente imprese, artigiani, commercianti, operatori del trasporto e parti sociali.
«Le associazioni di categoria rappresentano un supporto prezioso per individuare soluzioni concrete, dalla mobilità ai servizi, dalla sicurezza alle esigenze delle attività economiche», sottolinea Casartigiani.
L’associazione guarda con favore al metodo adottato per l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo del 2026, dove il confronto tra istituzioni e parti sociali sarebbe già stato avviato, indicando questa esperienza come un modello da estendere a tutte le principali manifestazioni cittadine.
«Taranto deve continuare ad attrarre eventi di questo livello – concludono Miccoli e Carabotta – ma proprio perché la città ambisce a diventare sempre più protagonista nel panorama nazionale e internazionale, è necessario migliorare la programmazione. Il Medimex è una ricchezza per Taranto e vogliamo che cresca ancora. Per questo chiediamo un cambio di metodo: coinvolgere preventivamente le parti sociali e chi rappresenta il tessuto produttivo locale. Solo facendo squadra ogni manifestazione potrà trasformarsi in una reale occasione di sviluppo per tutta la città».
















