A sei anni di distanza da “Under a Godless Veil”, tornano i Draconian, band gothic/doom metal formatasi nel 1994 a Säffle in Svezia, con il gradito rientro in formazione della strepitosa voce di Lisa Johansson ad affiancare Anders Jacobsson.
Con “In Somnolent Ruin”, la band conferma il suo solido passato e lo fa con l’intimismo profondo di chi ha imparato ad ascoltare i tormenti dell’animo umano in una dimensione oscura unito ad una impareggiabile capacità intrinseca di creare melodie doom trascendentali e sonorità taglienti con intrecci vocali altamente suggestivi.
La loro arte colpisce nel profondo, spingendo gli ascoltatori a confrontarsi con i propri demoni interiori, a vagare tra le ombre più oscure e persino ad abbracciare l’intorpidimento emotivo, per poi emergere con un senso di pace interiore. Secondo la band “questo album pone gli ascoltatori di fronte alle domande più difficili della vita, esplorando i sentimenti di alienazione e la ricerca di una direzione in un territorio sconosciuto”, ed effettivamente, i testi ci mettono di fronte ad un certo senso di smarrimento, al delicato equilibrio tra vita e morte scendendo nella profondità emotiva più cupa fino ad arrivare al fiume Lethe, in cui l’oblio prende il sopravvento sulla caducità della memoria, ma con la speranza di rigenerazione nella successiva reincarnazione.
Le tracce sono solo 9 ma lunghe e estremamente immersive con cambi di velocità degne del Doom più iconico e atmosfere arcane imperscrutabili.
Secondo la mia delizia, sono assolutamente degne di nota per chi, come me, ama la malinconia e la voce ultraterrena di Lisa, sono “Anima”, “I Gave You Wings” e “Lethe”.
In definitiva, dopo l’attesa non breve, i Draconian non deludono e portano fieri la bandiera del genere che rappresentano.
Voto: 7.5/10
Ilaria Midnightsun
















